Roberta Vallacchi
Lodi, 29 settembre 2026
(Francesco Carrubba) "Dal 1° gennaio 2027 l’ospedale Maggiore - ricorda Roberta Vallacchi - non potrà più trattare, a carico del Servizio sanitario regionale, i pazienti con patologia aortica".
Si accende il dibattito sull'esclusione della chirurgia vascolare della clinica lodigiana dalla nuova rete lombarda istituita dalla giunta regionale, con una delibera di agosto: "Una decisione che ci ha lasciati senza parole - commenta la consigliera regionale - La chirurgia vascolare di Lodi è un punto di riferimento anche per l’Asst Melegnano Martesana e lavora in convenzione con Niguarda e San Matteo di Pavia per i casi più complessi".
La rete "suddivide i centri autorizzati in tre gruppi sulla base di requisiti clinici, organizzativi e tecnologici, tra cui una soglia minima di 30 interventi l’anno - continua Vallacchi - Secondo i vertici dell’Asst di Lodi e dell’Ordine dei medici, inoltre, i numeri su cui si fonda l’esclusione non corrispondono all’attività reale: per il 2024 Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha conteggiato 14 interventi di chirurgia aortica, mentre i dati aziendali ne registrano 31".
"Nel gruppo in cui dovrebbe rientrare Lodi sono stati inseriti gli ospedali di Cremona e Sondalo, che pur non raggiungendo la soglia sono stati inclusi per ragioni geografiche. Lo stesso criterio deve valere anche per il nostro territorio", precisa la consigliera, aggiungendo che bisogna evitare di "allungare i tempi di accesso alle cure" aumentando il flusso di pazienti verso i grandi hub.
Pertanto, Vallacchi ha presentato un’interrogazione all’assessore al Welfare Guido Bertolaso, per chiedere "se intenda rivedere la decisione, quali percorsi siano previsti da gennaio per i pazienti lodigiani con patologia aortica acuta e urgente, verso quali strutture saranno indirizzati, con quali modalità e tempi, e se sia stata valutata la ricaduta di questi trasferimenti sulla sicurezza e sulla prognosi dei pazienti".