Lodi News - Lodi - Omicidio Bolzoni, chiesti 58 anni Roberto Bolzoni

Lodi, 16 ottobre 2026

(Andrea Biraghi) Trent'anni di carcere per Roberto Zuccotti, di Crespiatica e 28 anni per il nipote Andrea Gianì. Sono le pene chieste dalla pm Martina Parisi davanti alla Corte d'Assise di Milano per l'omicidio di Roberto detto Rambo Bolzoni, il 61enne ucciso con 38 coltellate nel febbraio 2025 a Lodi.

I due imputati, rispettivamente di 49 e 30 anni, sono accusati di omicidio e rapina. La sentenza è attesa entro la fine di ottobre.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, a colpire mortalmente Bolzoni sarebbe stato Zuccotti, mentre il nipote lo avrebbe aiutato, impedendo alla vittima di difendersi. L'aggressione sarebbe avvenuta la sera del 16 febbraio, all'interno dell'auto del 61enne, parcheggiata in piazza Omegna, nel quartiere San Fereolo. Il corpo era stato ritrovato dalla moglie due giorni dopo.

Il movente, secondo la Procura, sarebbe economico. Zuccotti, disoccupato e con un figlio piccolo da mantenere, avrebbe avuto bisogno di denaro anche per la passione per il gioco. Bolzoni, che frequentava lo stesso centro scommesse dei due imputati, era invece conosciuto per avere spesso con sé somme importanti. Dopo l'omicidio erano scomparsi il portafogli, il cellulare, una collana e due anelli d'oro.

Le indagini dei carabinieri avevano permesso di ricostruire gli spostamenti dei tre uomini, ripresi dalle telecamere mentre uscivano insieme da un centro scommesse. A pesare sulla posizione degli imputati anche tracce biologiche, testimonianze e accertamenti sui loro movimenti.

Nella requisitoria la pm ha escluso la premeditazione, sostenendo che l'aggressione sarebbe scaturita da uno scatto d'ira durante un confronto con la vittima. Contestata invece l'aggravante della minorata difesa. L'arma del delitto, presumibilmente una lama di circa cinque centimetri, non è mai stata ritrovata.

Zuccotti e Gianì, entrambi in carcere dal febbraio 2025, hanno respinto le accuse. Durante il processo lo zio ha inoltre sostenuto l'estraneità del nipote all'omicidio. Saranno ora i giudici della Corte d'Assise a stabilire le responsabilità dei due imputati.