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Lodi, 26 ottobre 2026

(Andrea Biraghi) Carenza di personale, turni sempre più pesanti e stipendi insufficienti. L'associazione Io Sono Oss torna a denunciare le condizioni di lavoro nelle Rsa lombarde, chiedendo interventi urgenti per tutelare operatori socio-sanitari, ausiliari socio-assistenziali e infermieri. Problemi già emersi anche nel Lodigiano, dove nei mesi scorsi i lavoratori di alcune strutture avevano protestato per il sovraccarico di lavoro e le condizioni contrattuali.

A confermare le difficoltà del settore arriva anche un'indagine della FP Cgil di Bergamo, condotta attraverso 319 questionari compilati dai dipendenti delle Rsa della provincia. Tra gli intervistati, l'80% ritiene insufficiente il personale presente durante i turni, mentre il 96% considera il lavoro più stressante rispetto agli anni precedenti. Il 75% pensa, almeno occasionalmente, di cambiare occupazione e il 92% giudica inadeguato lo stipendio rispetto alle mansioni svolte. Dati riferiti ai lavoratori che hanno partecipato all'indagine bergamasca, ma che offrono un riscontro concreto alle criticità denunciate dall'associazione.

Il problema aveva già interessato direttamente il Lodigiano. Alla Rsa Laus di Lodi Vecchio, i lavoratori avevano organizzato un presidio per denunciare paghe troppo basse, turni eccessivi e carenza di personale. Secondo quanto emerso durante la protesta, in alcuni reparti erano presenti appena due operatori per una trentina di ospiti. La mobilitazione era poi arrivata anche a Milano, dove lavoratori e rappresentanti sindacali lodigiani avevano partecipato alla manifestazione regionale per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA.

Il settore coinvolge un numero considerevole di lavoratori e persone fragili. Secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio Rsa della Fnp Cisl Lombardia, nella regione sono presenti 738 strutture, con oltre 68mila posti letto autorizzati e un tasso di occupazione superiore al 98%. Numeri che evidenziano l'importanza dell'assistenza residenziale agli anziani e la necessità di garantire personale sufficiente.

L'associazione Io Sono Oss chiede ora alla regione Lombardia, ai gestori delle strutture e alle parti sociali di aprire un confronto per aumentare gli organici, alleggerire i turni e migliorare le condizioni economiche e contrattuali. Tra le richieste figurano anche un maggiore riconoscimento delle competenze professionali e il mantenimento di adeguati livelli di assistenza.

La preoccupazione riguarda infatti anche gli ospiti delle Rsa. Secondo l'associazione, la pressione crescente sugli operatori rischia di ridurre il tempo e l'attenzione che possono essere dedicati agli anziani, compromettendo la qualità dell'assistenza.