Piano Caldo - Immagine esemplificativa
Lodigiano, 30 settembre 2026
(Francesco Carrubba) Grazie al Piano Caldo di Silver e Asst per gli over 65, sono arrivate 80 segnalazioni di disagio dovuto alle ondate di calore e 66 casi sono stati presi in carico tra giugno e agosto, con la collaborazione tra enti del terzo settore, infermieri di famiglia e partner locali: 28 episodi sono avvenuti a Lodi (15 in città, 13 nei Comuni vicini), 23 nella Bassa e 13 nell'Alto Lodigiano. I beneficiari, dai 49enni con disabilità precoce ai 96enni, hanno un'età media di 81,5 anni. Oltre il 75% degli assistiti ha più di 77 anni. Gli infermieri (IFeC) delle cinque Case di Comunità della Provincia hanno telefonato a 5.500 pazienti indicati da Ats per rischio clinico.
Un modello che ha funzionato e che, nelle intenzioni dei promotori, sarà riproposto anche nelle prossime stagioni. Il Piano ha favorito le dimissioni protette territoriali - 61 casi, pari al 92,4% -, che si confermano la colonna portante della programmazione estiva: le persone fragili, dimesse dagli ospedali, sono state accompagnate a casa, dando continuità all'assistenza. Inoltre, grazie al Progetto S.i.l.v.e.r., sono stati seguiti 5 casi (il 7,6%) di situazioni di fragilità cronica segnalate direttamente dai servizi locali, con una presa in carico territoriale.
Ben 52 segnalazioni, il 78% del totale, sono arrivate dalla Centrale Operativa Territoriale (Cot Asst Lodi), che ha intercettato i bisogni indirizzandoli verso le cliniche; 10 (il 22%) sono pervenute dai servizi sociali dei singoli Comuni e 3 dalle richieste spontanee dei cittadini. Gli ultimi due dati dimostrano che serve una struttura di raccordo, perché alcuni casi sfuggono al mondo dell'Asst di Lodi.
Circa la metà dei beneficiari (51,5%) ha potuto contare sull'affiancamento di un caregiver informale o familiare, più di uno su quattro (27,3%) ha vissuto in una condizione di marcato isolamento sociale, dove l'assenza di reti di supporto parentali ha reso indispensabile la presenza degli operatori del Piano Caldo. La quasi totalità dei casi, dopo un primo orientamento, ha richiesto l'assistenza domiciliare (Sad) a casa dei pazienti per cure, supporto igienico-sanitario e aiuto nella gestione domestica quotidiana.
In alcune situazioni complesse, sono intervenuti infermieri o sono stati indicati Gruppi di Auto Mutuo Aiuto (Ama). Inoltre, l'Asst, dal 12 luglio al 15 settembre nella Casa di Comunità di Lodi, ha attivato anche un Cold Spot, un punto di accoglienza climatizzato e sicuro per una prima valutazione medica ed infermieristica, riducendo gli accessi impropri in Pronto Soccorso.