Lodi, 01 ottobre 2026

(Francesco Carrubba) Le due giornate sul Progetto di vita delle persone con disabilità e sulla nascita dei Centri di Vita indipendente nelle Case di Comunità dell'Asst - con il loro avvio formale previsto entro novembre -, si sono concluse ieri, richiamando oltre 100 persone tra educatori, assistenti sociali, psicologi e operatori sociosanitari: segno che il Lodigiano "ha scelto di lavorare in modo condiviso". Hanno partecipato anche 15 allieve del corso Asacom, promosso dal centro di formazione professionale Asfol: l'idea è formare le educatrici scolastiche che lavoreranno a stretto contatto con i minori nelle scuole di tutto il territorio.

Il Gruppo di lavoro del Centro per la Vita Indipendente dell’Ambito di Lodi, formato da Ufficio di Piano, Asst, assistenti sociali locali, Cooperative Eureka e Il Mosaico, associazioni di familiari Alis, Ledha e Aism, punta così a sviluppare percorsi personalizzati capaci di valorizzare l’autodeterminazione, la partecipazione e la piena inclusione nella comunità delle persone coinvolte.

Nella Sala Rivolta del Teatro alle Vigne, ieri, si sono alternati teoria, laboratori e lavori di gruppo, per sperimentare metodi operativi applicabili alla costruzione del Progetto di Vita e all’organizzazione dei Centri per la Vita Indipendente. Alla Fondazione Santa Chiara, l'altro ieri, sono state protagoniste le normative e le modalità di costruzione del Progetto di Vita.

Le attività sono state condotte da Marco Cadavero e David Vigna di CuoreMenteLab, con gli interventi di Stefano Boggi, Responsabile dell'Ufficio di Piano dell'Ambito di Lodi, Giovanni Merlo, Direttore di Ledha e Umberto Daccò, Direttore S.C. Disabilità e Integrazione sociale dell'Asst.