Dal territorio, 13 luglio 2026

( Annalisa Andreini) Le Camosciate di San Tommaso, presso Casina San Tommaso, nella frazione di Mezzana Casati (San Rocco al Porto) è una piacevole realtà della campagna della bassa lodigiana.

Un allevamento di capre (Camosciate delle Alpi), partito nel 2016 con 13 capi, ne conta oggi 200 da lattazione e 100 da rimonta.

Tutto è iniziato proprio dalle prime tredici capre e un solo becco, il maschio delle capre.

All’allevamento si è poi aggiunto un caseificio aperto nel 2021, che produce diverse tipologie di formaggi.

A gestire l’azienda agricola due donne, Maria Paola Rossi con la figlia Rachele Mezzetti, originarie di Casalpusterlengo, titolari insieme a Massimo Buzzini. 

Qui la parola chiave è natura: il rispetto del territorio, il benessere animale, la stalla (chiamata “paradiso”) e il locale mungitura tenuti con cura ma soprattutto la scelta di produrre formaggi di ottima qualità, naturali, senza nessun aggiunta chimica o additivo, e utilizzando alcune ricette sarde.

Una location completamente immersa nella natura tra campi e pioppi: una cascina antica, che era un deposito e una corte, entrambe recuperate con grande rispetto dell’ambiente circostante e della tradizione, come dimostrano gli antichi attrezzi sotto il portico, che sembrano raccontare di un tempo passato.

Una particolarità salta subito all’occhio: la cura nella produzione e nel confezionamento dei formaggi, chiusi con la carta e lo spago, come si faceva una volta. Oltre all’etichetta, al nome del formaggio e agli ingredienti, un plus è costituito dal bollino di divieto di consumo per i bambini da 0 a 5 anni (visto l’utilizzo del latte crudo). 

In questo caseificio si lavora solo latte crudo, essenziale per mantenere sapore e genuinità.

Si passa dai formaggi freschi, come ricotta, primosale, cream-capra (uno spalmabile) e crescenza, agli stagionati, oltre a yogurt e scamorza.

Maria Paola, che prima era una restauratrice, ha deciso di intraprendere questo nuovo percorso insieme alla più piccola delle sue figlie e dalle sue parole si percepisce la sua grande passione per un lavoro duro, impegnativo, ma ricco di soddisfazioni.

“Per me - racconta - le capre devono star bene, pascolano nell’erba verde di stagione perché se stanno bene il loro latte sarà migliore. Curiamo molto l’alimentazione dando solo materie prime nobili, tra cui lino estruso (con acidi grassi omega 3) e non usiamo farmaci e antibiotici ma solo medicina naturale. Credo molto nella natura, ho sempre cresciuto i miei tre figli con questa filosofia e la porto avanti anche per i formaggi, in cui si deve sentire il sapore del latte”.

Un’altra particolarità sono i nomi scelti per i formaggi, che non sono casuali, ma decisi con il cuore come Massimino Muffa bianca, Gocciolo, Capreggio, Crisalide, Beppino Arruffato, Formaggione, Zola Bianco di San Tommaso. Speciali anche quelli con la curcuma e i mirtilli.

Naturalmente è disponibile anche il loro latte di capra, ottimo per la sua migliore digeribilità.

Come è possibile acquistare i prodotti? “Qui nel nostro spaccio per la vendita - informa Maria Paola. - Sono poi molto contenta perché diversi ristoranti del territorio li propongono con successo”.