La lodigiana Sara Asti a Roma con il Comitato per la prima udienza a fine marzo
Lodigiano, 10 agosto 2026
(Francesco Carrubba) "Il Comitato Nazionale e il Comitato L’ Altra Verità ricordano che ogni vita umana merita risposte e che il dolore di tutte le famiglie italiane, da Nord a Sud, non può e non deve essere archiviato". Il dolore è anche quello delle famiglie lodigiane che hanno subito perdite durante l'epidemia di Coronavirus. Ora, dopo l'audizione dell'ex premier Giuseppe Conte alla Commissione Covid in Parlamento, arriva l'atto d’accusa del Comitato Nazionale dei familiari delle vittime, guidato dalla presidente Sabrina Gualini: "Conte si autoassolve dimenticando le falle centrali che hanno condannato l'Italia intera. Il dolore non si archivia". Ecco la nota del Comitato.
"Le cinque ore di audizione dello scorso 6 agosto, in cui l’ex Premier Giuseppe Conte ha difeso l'operato del suo Governo parlando di un impianto che ha "retto al meglio", sbattono contro una realtà drammatica e documentata. Come Presidente del Comitato Nazionale Familiari delle Vittime ” Covid” faccio mio il duro e sacrosanto rimprovero dell’Associazione #Sereniesempreuniti: Conte ha rimosso il dramma di Bergamo, omesso il confronto con i familiari e rifiutato di rispondere sulla mancata zona rossa di Alzano e Nembro. Ma il mio ruolo mi impone di gridare una verità ancora più ampia: il Covid non ha ucciso solo a Bergamo. Le omissioni e il caos di quei mesi hanno condannato l'intera nazione, travolgendo il Centro e il Sud nelle ondate successive.
I verbali ufficiali della Commissione Parlamentare d'Inchiesta scoperchiano un vaso di Pandora fatto di cecità tecnica e scelleratezza politica da parte delle autorità centrali dell'epoca.
Le falle da non dimenticare riguardano anche la medicina del territorio, il vero scudo che avrebbe dovuto salvare migliaia di vite in tutta Italia. Nella mia audizione ufficiale a Roma lo avevo denunciato: non ci si poteva basare solo su un saturimetro a casa, abbandonando i cittadini a loro stessi fino all'ultimo respiro. Oggi i verbali della Commissione ci danno drammaticamente ragione. Ranieri Guerra ha rivelato di aver gestito un finanziamento del Kuwait da 3 milioni di euro e di aver proposto al Ministero di usarlo per acquistare ecografi wireless e applicativi a distanza per i medici di medicina generale. Questo avrebbe permesso di diagnosticare le polmoniti a domicilio, senza visite canoniche allora sconsigliate. La proposta fu rifiutata. Quel denaro fu dirottato e infine ritirato dall'OMS. Chi ha deciso che la vita degli italiani non meritasse quegli ecografi polmonari?
A questa catena di errori si aggiunge la gestione scellerata della comunicazione. Secretare i piani e annunciare i decreti di lockdown ore prima della loro effettiva entrata in vigore ha provocato la fuga incontrollata di migliaia di persone verso le regioni meridionali. Quell'esodo, nato dal panico e dalla totale assenza di coordinamento istituzionale, ha esportato il contagio in province che fino a quel momento non avevano problemi epidemiologici, condannando il Sud a pagare un prezzo altissimo di vite umane durante la seconda ondata.
Persino i suggerimenti più logici per evitare le stragi successive, come la mobilitazione del parco autobus privati fermi per il lockdown per evitare gli assembramenti sui trasporti pubblici e scolastici, sono finiti nel nulla. Il Governo ha respinto anche la proposta di ricentralizzare temporaneamente le funzioni di sanità pubblica per creare una sorveglianza unificata sul campo.
Infine, politicamente e giuridicamente enorme è l'ammissione di Conte in Commissione, dove ha dichiarato che il Regolamento Sanitario Internazionale costituisce una fonte primaria per lo Stato. Per sei anni, le famiglie rappresentate da #Sereniesempreuniti, sono state rimbalzate dai tribunali proprio perché le autorità giudiziarie negavano questo principio. Bene dice la legale di #Sereniesempreuniti che porterà tale discrepanza nelle sedi opportune per far rivalutare i procedimenti in corso.
La Commissione d'Inchiesta non è un "plotone d'esecuzione", come l'ha definita Conte per difendersi. È il luogo della verità".