Valentina Ghilardi
Tavazzano con Villavesco, 1 ottobre 2026
(Francesco Carrubba) La consigliera comunale d'opposizione Valentina Ghilardi replica alle dichiarazioni dell’assessore alla cultura Mattia Mozzicato, definendo "curioso" il fatto che si parli di una Commissione Cultura nata per unire e dialogare quando, dal suo punto di vista, il confronto "sembra valere a senso unico". Ricorda che la sua richiesta di aprire le sedute al pubblico – come avviene per altre commissioni - è stata respinta e domanda come si possa parlare di partecipazione mantenendo "le porte chiuse" ai cittadini.
Sulle associazioni del territorio, la consigliera respinge ogni accusa di delegittimazione: "Sono il vero motore culturale di Tavazzano". La critica, afferma, non riguarda chi organizza iniziative, ma l’amministrazione che dovrebbe programmare e coordinare una politica culturale strutturata, invece di limitarsi a intervenire a cose fatte. E contesta anche il continuo richiamo all’amministrazione Morosini: "Oggi siamo nel 2026, le domande riguardano l’operato attuale".
La consigliera interviene poi sul rapporto tra l’amministrazione e la sua associazione, Amiamo Tavazzano: definisce "fuori luogo" parlare di sostegno e collaborazione perché, secondo lei, "i fatti raccontano un’esperienza diversa", fatta di tentativi di sminuire iniziative e risultati dei volontari. Ribadisce di non aver mai confuso il ruolo politico con quello associativo e giudica "singolare" che la sua presidenza venga usata per screditare le sue osservazioni.
Infine, chiarisce che le sue dimissioni dalla Commissione Cultura non sono un attacco personale, ma la conseguenza di un metodo di lavoro che dopo due anni, secondo il suo parere, non ha prodotto la programmazione culturale necessaria. Se la sua scelta ha riacceso il dibattito, afferma, sarebbe utile riflettere sul funzionamento della Commissione invece di attaccare chi pone domande scomode. "La politica si fa con i fatti, non distribuendo patenti di collaborazione".