Corteo contro l'inceneritore di Castiraga Vidardo
Castiraga Vidardo, 29 giugno 2026
(Francesco Carrubba) "Per il Tar, hanno diritto a richiedere l’autorizzazione al nuovo mega inceneritore da 154mila tonnellate, ma su tutto il resto Itelyum ha torto. Alla Provincia decidere se ricorrere o no". È la sintesi di Legambiente che convoca le associazioni: "Prepariamoci a supportare il No che la Provincia deve preparare grazie anche all’inchiesta pubblica".
La premessa è la sentenza del 25 giugno con il cui tribunale amministrativo da un lato "ha dato torto a Ecowatt-Itelyum sui risarcimenti e sul Piano territoriale", dall'altro ha riaperto la strada all'ampliamento dell'impianto: "Ci ha riportato indietro di un anno e mezzo, all’apertura della conferenza di servizio e all’indizione dell’inchiesta pubblica - dice Legambiente - Ora è facoltà della Provincia ricorrere al Consiglio di Stato per cercare di modificare anche la parte della sentenza favorevole all’industria, ma noi dobbiamo essere pronti a supportare al meglio un parere tecnico e ambientale contrario da parte dell’autorità competente, cioè della Provincia".
L'idea è creare una sorta di movimento di associazioni, forze sociali e politiche che inviino pareri motivati, insieme ai pareri di istituzioni, esperti e scienziati "favorevoli all’economia circolare, all’ambiente e alla salute pubblica, anche se non partecipano ufficialmente alla Conferenza dei servizi". Il circolo Legambiente di Lodi, guidato da Andrea Poggio, si riunisce già mercoledì sera per iniziare a preparare "l’elenco dei pareri che l’organo tecnico collegiale che conduce l’inchiesta pubblica dovrebbe a nostro avviso acquisire per giungere entro 3 mesi alla relazione conclusiva".
Per Legambiente, la Lombardia ha già troppi inceneritori: "Ci opponiamo anche a questa proposta di inceneritore per rifiuti industriali pericolosi perché contraddice i principi delle norme italiane ed europee di economia circolare, non spreco, differenziazione, riciclaggio e trattamento dei rifiuti". Sottolineando il nodo dell'inquinamento, l'associazione ricorda che sono state richieste "due nuove linee di incenerimento massivo per circa 100mila tonnellate che comprendono quasi tutte le tipologie di rifiuti industriali (esclusi radioattivi): circa 300 tipi".