I controlli della polizia
Villanterio, 21 luglio 2026
(Andrea Biraghi) La diciassettenne arrestata per terrorismo, residente a Villanterio, paese a pochi chilometri da Sant’Angelo Lodigiano, resterà in una struttura protetta. Il Tribunale per i minorenni di Milano ha escluso il carcere, ritenendo più adeguato un percorso educativo accompagnato da controlli stringenti.
La decisione riguarda esclusivamente la misura cautelare e non anticipa l’esito del procedimento. La giovane è indagata per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale e per condotte di istigazione alla jihad. Le accuse dovranno essere accertate nelle successive fasi giudiziarie.
Secondo la valutazione del Tribunale, la detenzione avrebbe potuto produrre un effetto contrario rispetto a quello perseguito, irrigidendo le convinzioni della ragazza e rafforzando la sua identificazione con la propaganda estremista. Il collocamento in comunità dovrebbe invece consentire un controllo costante, limitare l’accesso ai dispositivi elettronici e avviare un percorso di recupero.
Nel provvedimento assume rilievo anche il contesto familiare, considerato non sufficientemente adeguato ad affrontare il percorso di radicalizzazione. L’allontanamento dall’abitazione è stato quindi ritenuto necessario sia per ragioni di sicurezza sia per consentire un intervento educativo strutturato.
L’indagine era partita dal monitoraggio di gruppi riservati attivi sulle piattaforme digitali. La Polizia di Stato avrebbe ricostruito una frequentazione continuativa di ambienti online nei quali venivano condivisi contenuti riconducibili alla propaganda dello Stato Islamico, materiale violento e documenti con indicazioni operative.
Sui telefoni e sugli altri dispositivi sequestrati sarebbero stati trovati 75 video, 334 immagini, 46 file audio e 17 documenti. Tra i contenuti figurerebbero anche istruzioni relative alla preparazione di ordigni, materiale dedicato all’esaltazione del martirio e filmati di estrema violenza.
La giovane avrebbe inoltre cambiato utenza telefonica dopo i primi controlli, continuando ad accedere ad alcuni dei gruppi monitorati. Il prosieguo delle indagini dovrà ora chiarire il suo effettivo livello di coinvolgimento e l’eventuale presenza di contatti operativi.