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Fombio, 25 settembre 2026
(Andrea Biraghi) Tre o quattro persone arrivate in auto, la porta della stanza sfondata e un obiettivo preciso: il 30enne aggredito nella notte nell’affittacamere di via Roma. Emergono nuovi dettagli sulla spedizione punitiva avvenuta a Fombio, mentre i carabinieri continuano a lavorare per ricostruirne il movente e identificare tutti i responsabili.
Gli aggressori sarebbero albanesi, così come il 30enne finito nel loro mirino. Il gruppo avrebbe raggiunto la struttura intorno alle 4.30, facendo irruzione nella camera dove l’uomo stava dormendo insieme a un 32enne. Quest’ultimo sarebbe stato colpito con alcuni schiaffi durante l’assalto e ha riportato anche una ferita da taglio a una mano. Trasportato all’ospedale di Codogno, è stato dimesso con sette giorni di prognosi.
Il 30enne è invece riuscito a sottrarsi al pestaggio e a scappare verso l’area del castello Scotti. Gli aggressori lo avrebbero inseguito per un tratto, prima di rinunciare e allontanarsi in auto.
La fuga, però, è proseguita anche dopo l’arrivo dei carabinieri. Temendo ancora per la propria incolumità, l’uomo si è nascosto nella campagna ed è rimasto all’aperto per ore, con addosso soltanto la biancheria intima. Quando è uscito allo scoperto era ormai infreddolito e stremato. I militari lo hanno fatto salire su una delle auto di servizio per permettergli di ripararsi dal freddo, prima del trasferimento in ospedale. Per lui quattro giorni di prognosi.
Sul posto durante la notte sono intervenuti anche i vigili del fuoco per illuminare l’area durante le ricerche. Il 30enne risulterebbe incensurato.
Resta invece da chiarire cosa abbia scatenato la spedizione punitiva e quale rapporto ci fosse tra la vittima e il gruppo arrivato nell’affittacamere. Un punto ancora da definire riguarda anche l’eventuale presenza di un coltello: il 32enne presentava una ferita da taglio alla mano, ma dai primi accertamenti l’aggressione al 30enne sarebbe avvenuta senza l’utilizzo di armi.