Lodi, 29 giugno 2026
(Red) Si è conclusa con esito positivo la Exe Po 2026, l'esercitazione nazionale di protezione civile sul rischio idraulico e idrogeologico, promossa dall'apposito dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con 68 volontari sul campo. Ha visto la Prefettura, d’intesa con la Regione e la Provincia di Lodi, al centro di un articolato meccanismo di coordinamento territoriale e interregionale il 25, 26 e 27 giugno.
L’esercitazione ha coinvolto quattro Regioni – Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto – simulando l'arrivo di una piena eccezionale del fiume Po, con il raggiungimento della soglia critica dei 10 metri. Il Centro Coordinamento Soccorsi (Ccs), presieduto dal prefetto Davide Garra, si è insediato in Prefettura, coordinando in tempo reale complesse problematiche di protezione civile sia "per posti di comando" che su scala reale.
In particolare, sono state compiute le manovre di chiusura del nodo idraulico del Chiavicone, di attivazione simulata dell’impianto idrovoro del Rottino e di apertura dell’argine fusibile, da parte del Consorzio Bonifica Muzza; l’evacuazione simulata del Comune di Caselle Landi con la pianificazione logistica del trasferimento di circa 600 residenti verso i centri di accoglienza di Maleo, Corno Giovine e Castelnuovo Bocca d’Adda; la ricognizione dei mezzi e dei materiali per l’assistenza alla popolazione; l’evacuazione coordinata degli anziani verso le strutture sanitarie di Codogno, Lodi e Casalpusterlengo, con l’apporto di AREU-118, Asst e Croce Rossa.
È stata poi simulata l’evacuazione della Cascina Metà Stradella di Castelnuovo Bocca d’Adda, gestita nell’immediatezza con l’ausilio di ATS Milano – Dipartimento di medicina veterinaria, nonché la chiusura del ponte dell’A1, con l’attuazione di elaborati piani di deviazione del traffico pesante e leggero verso l’autostrada A21, con l’apporto della Polizia Stradale e delle Polizie locali.
Testate inoltre le telecomunicazioni tra le Sale operative provinciali e regionali, i COC e il COM di Codogno grazie al dispiegamento dei radioamatori ARI e FIR-CB e all'integrazione dei tecnici regionali presso il CCS e le Sale Operative dislocate sul territorio.
Spiccano l'intensa attività di monitoraggio notturno degli argini (condotta tra le 20:00 e le 22:00) e il tempestivo intervento di insacchettamento per il contenimento di un fontanazzo simulato a Caselle Landi.
Impegnati in sinergia le Forze dell'Ordine, i Vigili del Fuoco - anche con elicotteri, nuclei acquatici e sistemi di intelligenza artificiale - gli enti a competenza tecnica, il comparto sanitario, gli enti locali e i volontari. Per domani è già in programma una seduta di debriefing istituzionale, per perfezionare ulteriormente i flussi di comunicazione e le procedure operative.