Lodi, 09 marzo 2026
(Andrea Biraghi) Dopo la chiusura del ponte sull’Adda, nella mattinata di oggi sul posto si è svolto un flash mob promosso dal consigliere comunale Gianmario Invernizzi insieme ad alcuni esponenti delle associazioni Angeli Lodigiani e Ama il tuo Paese. In tutto erano sei i partecipanti.
L’iniziativa, concordata con la questura per evitare problemi alla viabilità o alla sicurezza, si è svolta senza disagi. Al termine del presidio sono state raccolte le dichiarazioni dei partecipanti, tra cui lo stesso Invernizzi e Stefano Rotta, presente sul posto.
"Non siamo qui per creare problemi. Abbiamo concordato tutto con la questura e siamo persone che fanno politica da molti anni e rispettano la legge", ha spiegato Invernizzi.
Secondo il consigliere, le modalità con cui si è arrivati alla chiusura del ponte e alla gestione dei lavori non sarebbero state adeguate. In particolare viene contestata la durata dell’intervento, inizialmente indicata in 240 giorni e poi ridotta a 180 con un premio in caso di conclusione anticipata.
"Temiamo conseguenze pesanti dal punto di vista sociale ed economico. Molti negozi hanno già chiuso e altri rischiano di farlo", ha dichiarato.
Durante il flash mob è stato citato anche il precedente del Ponte di Maccastorna, ricordato come esempio per sottolineare che anche interventi tecnici non sono sempre esenti da criticità.
Tra le perplessità espresse dai partecipanti c’è anche l’impatto estetico delle modifiche previste alla struttura del ponte. Secondo Invernizzi la nuova arcata prevista dal progetto rischierebbe di affiancare al ponte storico una struttura molto diversa dal punto di vista architettonico.
Durante l’iniziativa è intervenuto anche Ferdinando Mascherpa, esponente del movimento Ama il tuo Paese, che ha posto l’accento soprattutto sul tema della comunicazione istituzionale.
"A noi interessa una logica di trasparenza. Non c’è stata una visione chiara di quello che si sta facendo e l’informazione alla cittadinanza non è stata adeguata", ha dichiarato.
Secondo Mascherpa, su decisioni che hanno ricadute così forti sulla vita quotidiana della città sarebbe necessario un confronto più ampio tra istituzioni e comunità locale.
"Quando si prendono decisioni che impattano sulla comunità servirebbero più dialogo e più umiltà da parte delle istituzioni".