Lodi, 11 aprile 2026

(Francesco Carrubba) Il restauro del monumento ai caduti della Resistenza, al cimitero maggiore di Lodi, reso possibile dall'impegno di un gruppo di cittadini, è ormai in fase avanzata. Anche il Centro Islamico di Lodi sostiene l'iniziativa. L'inaugurazione è prevista alle 15 del 24 aprile.

Di fronte allo stato di degrado del monumento, un'associazione di cittadini, tra i quali l'ex sindaco Aurelio Ferrari, ex assessori e dirigenti, ha proposto infatti nei mesi scorsi al Comune di poter creare un comitato per il restauro: ha finanziato l'intervento e ha lanciato un crowdfunding tra i lodigiani. L'architetta Eleonora Ariano Trabattoni si è occupata della supervisione, la dottoressa Daniela Gatti del restauro.

La vicesindaca Laura Tagliaferri si è occupata della mediazione tra il comitato e l'ufficio tecnico comunale per quanto riguarda la richiesta di pareri alla Soprintendenza.

Anche il Centro Islamico Lodi e Marco Baratto, studioso di dialogo islamo-cristiano, hanno voluto esprimere pieno sostegno al progetto: "La liberazione dell’Italia e dell’Europa dal nazifascismo fu il risultato del sacrificio di donne e uomini provenienti da popoli, culture e fedi diverse. Tra coloro che combatterono per la libertà vi furono anche molti soldati di fede musulmana che oggi riposano in terra italiana. Il loro sangue, versato lontano dalle loro case, ha contribuito a consacrare questa terra come spazio di libertà, giustizia e convivenza democratica - hanno spiegato - Quel monumento rappresenta un luogo di memoria condivisa, testimonianza concreta di una lotta che unì persone di diversa provenienza e fede sotto un unico ideale: la liberazione dal nazifascismo e la costruzione di una società democratica fondata sull’uguaglianza e sul rispetto reciproco".

Il monumento sacrario, dedicato alla memoria dei combattenti della Resistenza e deportati nei campi di sterminio, è stato edificato presumibilmente all'inizio degli anni 50. Potrebbe essere stato eretto subito dopo la Liberazione: nel '46, infatti, il sindaco di Lodi era del Cln.

Il monumento è formato da un arco a tutto sesto. Allo spazio rialzato coperto si accede con una doppia scalinata in marmo bianco, dov'è incisa la frase "ai lodigiani caduti per la libertà nella guerra del popolo contro il nazifascismo, qui vivono della propria gloria e del nostro riconoscente amore": le lapidi si trovano su entrambe le pareti interne. Una figura femminile bronzea e due aiuole verdi completano lo spazio.

Sono state eseguite così la pulizia della pietra e delle cornici, delle scale e delle scritte ormai quasi perdute ma anche delle fotografie.