Lodi, 23 febbraio 2026

(Francesco Carrubba) L'Asst di Lodi avvia l'iter per acquisire un secondo acceleratore lineare per il trattamento di tumori e metastasi, uno strumento con cui sono stati trattati 600 pazienti nel 2025: erano 345 nel 2018 e 146 nel 2010. È stato pubblicato il bando di gara. Si prevede di installarlo in Radioterapia a Casalpusterlengo, in via Fleming, entro la fine dell’anno, attestando l'ospedale "al top dei presidi lombardi, con gli standard più moderni e avanzati".

La nuova tecnologia sarà gemella dell’apparecchiatura già in attività da qualche mese grazie ad un investimento di 2,9 milioni di euro, implementata nelle ultime settimane con software per l’ottimizzazione delle cure. Il finanziamento regionale per la nuova acquisizione sarà analogo: così l’ASST "avrà due dei 4 acceleratori lineari, di ultimissima generazione, più all’avanguardia in Italia", spiega l'azienda sociosanitaria territoriale.

Ma a cosa serve l'acceleratore? "Segnala con precisione e in tempo reale l’area della lesione tumorale da aggredire e consente un’irradiazione che colpisce, con grande accuratezza, esclusivamente il distretto malato, anche grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale e alle possibilità di ricostruzione degli organi in 4D. Il sistema inoltre permette di risparmiare i tessuti e gli apparati adiacenti non compromessi dal tumore".

Ogni procedura in genere dura dai 15 ai 20 minuti impegnando un medico e due tecnici e riducendo a un terzo il tempo tradizionale di trattamento.

Roberto Tortini, primario della Radioterapia, spiega per quali patologie oncologiche si utilizza l’acceleratore: “Essenzialmente per i tumori primari che coinvolgono mammella, polmone, fegato, colonna vertebrale, prostata e pancreas, retto e molti altri. Inoltre l’acceleratore è uno strumento prezioso nel trattamento dei tumori secondari che colpiscono polmone, fegato, colonna vertebrale, ossa, ghiandola surrenale, linfonodi e altri siti. Risultati promettenti sono emersi anche nella gestione di tumori benigni non cancerosi. Ultimo scopo, ma non per importanza, l’effetto antalgico”.

“L’arrivo del secondo acceleratore - sottolinea Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’Asst - ci permetterà di offrire, ancora di più, cure sempre più personalizzate e di consolidare il ruolo dell’Ospedale di Casalpusterlengo come punto di riferimento per la radioterapia per i pazienti del territorio e non solo”.