Sara Forlani
Lodi, 20 marzo 2026
(Francesco Carrubba) Sono più di mille l'anno i pazienti con device impiantati - pacemaker e defibrillatori - e con scompenso cardiaco avanzato o affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva che l'Asst di Lodi monitora a distanza con progetti di telemedicina, avviati dal 2014 in ambito cardiologico e pneumologico.
Inoltre in questi primi mesi del 2026 sono stati realizzati 32 teleconsulti (10 in area diabetologica) ad opera di una decina di medici di base. Il teleconsulto si attesta sulle oltre 200 prestazioni annuali. E sono stati circa 2000, nel 2025, i servizi di tele-assistenza erogati. Tra il 2024 e il 2025 sono state 6.800 le prestazioni di telemedicina, che hanno interessato 339 cittadini.
Per Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’ASST di Lodi, la sfida è “portare il più possibile a domicilio le cure per i fragili e spostare il paziente, soprattutto quello più vulnerabile, solo quando è necessario, con il supporto delle più avanzate tecnologie digitali”.
Secondo Sara Forlani, Direttore del Dipartimento Continuità di Cura, Riabilitazione e Fragilità e referente aziendale di questo complesso di prestazioni, il salto di qualità è arrivato l'anno scorso con la disponibilità dell’infrastruttura regionale di telemedicina (Irt): “Con questa piattaforma – spiega la dottoressa - è possibile il teleconsulto, la tele visita, la teleassistenza”.
Con il teleconsulto è possibile il confronto fra specialista e medico di famiglia, la condivisione di dati e documenti clinici. L’attività riguarda per il momento branche mediche come la pneumologia, la reumatologia, la neurologia, l’oncologia, la diabetologia, le malattie infettive. La tele-visita, altro format di telemedicina, coinvolge lo specialista - ma anche il medico curante - e il paziente, nella stragrande maggioranza dei casi interessato al controllo e al follow-up, per evitargli di recarsi in ambulatorio ospedaliero o territoriale.
La tele-riabilitazione è una delle specifiche della tele-assistenza: partita a Sant’Angelo a cavallo fra dicembre e gennaio di quest’anno, sono 32 i pazienti già arruolati. “Con il supporto di tecnologie avanzate possiamo dare continuità, anche a domicilio, ai programmi riabilitativi avviati in ospedale e monitorare, da parte del fisioterapista, il percorso terapeutico del paziente”, racconta Silvia Mandrini, Direttore della Riabilitazione Specialistica e Generale Geriatrica dell’Alto Lodigiano. Il servizio, per ora, è riservato agli over 65.