Lodi News - Lodigiano - "Enel deve cambiare rotta" Caldo e blackout: una power station temporanea a Lodi

Lodigiano, 30 giugno 2026

(Red) Dal Lodigiano a tutta la Lombardia - Mantovano, Brianza, Bergamasca - i blackout e i guasti, con l'ondata di calore, hanno provocato "pesanti disservizi", "lasciando migliaia di cittadini senza energia elettrica anche per molte ore consecutive". La Filctem Cgil Lombardia denuncia "con forza la grave situazione" che si è creata e sottolinea "la crescente fragilità della rete di distribuzione elettrica di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici", sottolineando che "Enel deve cambiare rotta su organici e organizzazione del lavoro".

Tra chi ha subito disagi famiglie, attività produttive, esercizi commerciali, strutture sanitarie e servizi essenziali. "Interi quartieri sono rimasti senza corrente per molte ore, con impianti fuori servizio, cabine surriscaldate, linee interrate danneggiate dalle elevate temperature e continui interventi di emergenza da parte del personale operativo - continua il sindacato - L'azienda continua a ricondurre tali eventi all'eccezionalità delle condizioni climatiche. È evidente che il caldo estremo rappresenti un fattore determinante, ma è altrettanto evidente che eventi di questa natura non possono più essere considerati straordinari. Le ondate di calore sono ormai fenomeni ricorrenti e devono essere affrontate con una programmazione adeguata, investimenti strutturali e un'organizzazione del lavoro coerente con il nuovo contesto climatico".

Cgil definisce "inaccettabile" l'attuale modello organizzativo con "il continuo ricorso a reperibilità straordinarie, task force provenienti da altre regioni e interventi emergenziali - spiega il sindacato - La cronica insufficienza degli organici e il numero limitato di tecnici contemporaneamente reperibili rendono estremamente difficile garantire una risposta tempestiva a eventi che ormai si ripetono con frequenza crescente".

Quindi "servono: un piano straordinario di assunzioni per rafforzare gli organici operativi; una revisione del numero dei reperibili contemporanei e della pianificazione delle reperibilità aggiuntive; investimenti sulla rete di distribuzione e sul rinnovo delle cabine e degli impianti più datati, oggi sempre più esposti agli effetti delle alte temperature; una pianificazione preventiva degli interventi e delle task force, superando una gestione basata esclusivamente sull'emergenza".