Daniela Zanoncelli e Francesca Beccaria
Lodigiano, 24 luglio 2026
(Red) La Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Uonpia) di via Papa Giovanni XXIII, dopo i lavori di riqualificazione finanziati con un milione di euro dalla Regione e finiti qualche mese fa, è a pieno regime, anche se durante il cantiere non è mai venuta meno la continuità operativa della struttura che ha in carico 5mila pazienti fra gli 0 e i 18 anni.
I 1000 metri quadrati dell'Uonpia, con i sistemi impiantistici (tecnologici, elettrici, di riscaldamento e condizionamento, di anti intrusione), sono stati razionalizzati, recuperando nuovi spazi, a partire da una sala riunioni, destinata ad ospitare pure eventi di formazione. Finiture e accessori sono stati rinnovati, con tinteggiature chiare alle pareti e giochi di colore nei bagni, all'insegna dell’umanizzazione dei luoghi di cura.
Gli oltre 40 operatori della Neuropsichiatria - medici, psicologi, educatori, terapisti della riabilitazione psichiatrica e della neuropsicomotricità, logopedisti, assistenti sociali, infermieri - sono distribuiti in tre sedi: in via Papa Giovanni e al Maggiore a Lodi, luoghi in cui si svolge la maggior parte dell’attività, ma anche negli ospedali di Sant’Angelo e Casalpusterlengo. Nel dettaglio, la struttura diretta da Francesca Beccaria, con la coordinatrice infermieristica Daniela Zanoncelli, ha 3000 pazienti a Lodi, 1200 a Casale e 800 a Sant’Angelo: tutti hanno avuto almeno una prestazione neuropsichiatrica.
Se in provincia di Lodi i giovani fra gli 0 e i 18 anni sono circa 36mila, la prevalenza di disturbi neuropsichiatrici è attestata al 20% e riguarda soprattutto l'ambito dell'apprendimento: "La collaborazione con il Terzo Settore e in particolare, l’Associazione Amici di Serena, ci ha consentito di acquisire personale dedicato, così da sperimentare modalità innovative di valutazione e presa in carico che hanno giovato alle nostre liste d’attesa”, spiega la dottoressa Beccaria.
Ma sono i disturbi neurodivergenti ad avere il maggior impatto clinico, a partire da Adhd (deficit di attenzione) e autismo: "Sono in deciso aumento le diagnosi, anche fra i bambini in tenera età, compresi quelli fra il primo e secondo anno di vita", spiega l'Asst. “Per i disturbi dello spettro autistico sono stati messi in campo un progetto ad hoc per la neurodivergenza al femminile ed uno per i bimbi sempre più piccoli ai quali si fa diagnosi con trattamento precoce intensivo a cicli”, aggiunge la neuropsichiatra. In aumento, inoltre, i disturbi della nutrizione, dell’umore e le condotte autolesive.