Sant'angelo Lodigiano, 18 aprile 2026
(Andrea Biraghi) Arrestato per spaccio in piazza Vittorio Emanuele II dopo un controllo della Guardia di Finanza. Alla vista dell’auto dei militari, il 27enne marocchino si sarebbe agitato e avrebbe cercato di disfarsi della parte più consistente della droga gettandola in un cassonetto. Poi, una volta raggiunto dai finanzieri, ha consegnato spontaneamente anche lo stupefacente che aveva addosso.
Il controllo è scattato ieri sera durante un servizio antidroga. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, nel contenitore erano stati nascosti due panetti di hashish e sette dosi di cocaina. Addosso, invece, l’uomo aveva due piccoli involucri con circa 3 grammi di hashish.
La droga nel cassonetto è stata trovata grazie al cane antidroga: circa 49 grammi di hashish e 5 grammi di cocaina. Nel portafogli del 27enne sono stati trovati anche 212 euro in contanti, soprattutto banconote di piccolo taglio.
Dopo il controllo, i militari hanno chiesto e ottenuto l’autorizzazione per una perquisizione nell’abitazione dove l’uomo era ospitato da circa un mese. Durante il trasferimento, però, ha accusato un malore con forti palpitazioni ed è stato accompagnato al pronto soccorso. Gli esami hanno escluso che avesse ingerito ovuli di droga.
Davanti alla giudice è emerso anche il quadro personale e giudiziario: il 27enne non aveva documenti, era già sottoposto all’obbligo di firma a Sant’Angelo Lodigiano dopo essere stato ai domiciliari e aveva alle spalle più denunce per furto in diverse località del Nord Italia, oltre a procedimenti legati alla normativa sull’immigrazione. In passato ha già scontato una pena di due anni e quattro mesi per rapina.
Durante l’interrogatorio, l’uomo ha negato che la droga trovata nel cassonetto fosse sua. Ha ammesso invece il possesso dello stupefacente che aveva addosso, sostenendo di usarlo personalmente e di venderne piccole quantità per mantenere il proprio consumo.
Il pubblico ministero Antonino Andronico ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione di una misura cautelare, richiamando il rischio di reiterazione del reato. La difesa è affidata all’avvocato Rodolfo Ercole del foro di Lodi.
La giudice Pollerà ha convalidato l’arresto in flagranza, disponendo il giudizio direttissimo e la custodia cautelare in carcere. Convalidato anche il sequestro dei 212 euro trovati nel portafogli dell’uomo, somma ritenuta sproporzionata rispetto alla sua situazione lavorativa.