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Villanova del Sillaro, 21 luglio 2026
(Andrea Biraghi) Venti anni di reclusione con rito abbreviato per l’omicidio di Mohamed Raji Kaoukeb, il 21enne ucciso con una fucilata nei campi tra Villanova del Sillaro e Pieve Fissiraga. La sentenza di primo grado è stata pronunciata dalla giudice dell’udienza preliminare Alice Tettamanti nei confronti del 37enne Mohamed Aziz.
La pubblico ministero Martina Parisi aveva chiesto una condanna a vent’anni per omicidio volontario. Il tribunale lo ha riconosciuto responsabile anche della detenzione e del porto del fucile e dell’utilizzo di un documento falso. L’imputato, assistito dall’avvocato Massimiliano D’Alessio, ha sempre sostenuto di non aver preso parte al delitto.
Secondo la ricostruzione, il giovane è stato raggiunto al petto da un colpo sparato a breve distanza e poi abbandonato in un campo di mais nella zona di cascina Mongiardino, poco distante dal casello dell’A1. L’omicidio è maturato nell’ambiente dello spaccio che da tempo interessa i terreni compresi tra Villanova, Pieve Fissiraga e l’autostrada: la vittima vendeva droga in un’area controllata da un gruppo rivale.
Il corpo di Mohamed Raji Kaoukeb era stato trovato il 28 giugno 2025 dai familiari, arrivati nel lodigiano dopo una telefonata ricevuta dalla madre del 21enne, residente in Marocco. La donna era stata avvertita della morte del figlio e aveva contattato i parenti che vivono in Abruzzo, partiti subito per cercarlo nei luoghi che frequentava.
Le indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lodi, guidato dal tenente colonnello Tedros Christian Comitti Berè, si erano concentrate subito su Mohamed Aziz. Il 37enne si era presentato spontaneamente in procura pochi giorni dopo il ritrovamento del cadavere, accompagnato dal proprio legale, sostenendo di essere rimasto nella sua abitazione milanese insieme alla moglie. Il fermo era però già stato disposto e l’uomo era stato arrestato e portato in carcere.
Il fratello e lo zio della vittima si sono costituiti parte civile, assistiti dall’avvocata Alessandra Bigliani. Alla lettura della sentenza era presente anche il fratello del 21enne. Quando sarà depositata la sentenza, la difesa valuterà se interporre appello.