Impianto fotovoltaico
Lodigiano, 3 maggio 2026
(Red) Il movimento civico Ama il tuo paese, a firma del referente e consigliere comunale di Montanaso Lombardo Domenico Ossino, accende i riflettori contro il consumo di suolo indiscriminato e a tutela delle risorse idriche ed energetiche del territorio, in merito alle recenti decisioni in discussione in Regione Lombardia sui Data Center e sulle aree idonee per le fonti rinnovabili. Ecco l'allarme lanciato dal movimento.
"Mentre il Consiglio Regionale della Lombardia discute il nuovo Progetto di Legge sui Data Center e il provvedimento sulle Aree Idonee per le rinnovabili, il movimento civico Ama il tuo paese lancia l’allarme: il rischio è che i testi finali siano scritti più sotto la dettatura dei grandi player privati che per tutelare i cittadini e l'ambiente.
Domenico Ossino, referente del movimento e consigliere a Montanaso Lombardo, ha già inviato ai Gruppi consiliari del Pirellone una nota tecnica dettagliata per chiedere correzioni urgenti, puntando il dito contro le logiche di palazzo che ignorano i bisogni delle comunità locali.
«L'inchiesta giornalistica di questi giorni conferma i nostri timori – dichiara Ossino – con emendamenti che sembrano 'fotocopiare' le richieste di semplificazione avanzate dai colossi del settore. Si parla di dimezzare gli oneri sul suolo agricolo, azzerare le compensazioni e portare fino al 2% della superficie agricola provinciale la quota destinata a impianti fotovoltaici. Per una provincia a forte vocazione agricola come la nostra è una soglia sproporzionata. Non ci facciamo incantare dalla retorica dell'agri fotovoltaico: per noi resta un'occupazione del suolo che deturpa il paesaggio e altera la vocazione agricola».
Le 5 proposte di Ama il tuo paese per evitare il collasso del territorio:
-Tutela assoluta dell'acqua e dei PLIS: Vietare tassativamente l'uso di acqua potabile per il raffreddamento dei server, introducendo limiti rigidi ai prelievi (negli USA un solo impianto consuma milioni di litri al giorno). Chiediamo l'esclusione totale di aree di pregio come il Brembiolo, la Collina di San Colombano e i Sillari da ogni insediamento invasivo.
-Sovranità dei Comuni: I Comuni devono avere tempi congrui (almeno 12 mesi, non 180 giorni) per individuare le aree ed esprimere pareri vincolanti per difendere l'identità del territorio.
-Sostenibilità Energetica: Obbligo di autoproduzione da fonti rinnovabili per almeno il 50% del fabbisogno dei Data Center, ma installando i pannelli sui tetti dei capannoni industriali e sulle superfici già impermeabilizzate, senza consumare suolo agricolo.
-Valutazione Cumulativa: La Lombardia ospita già il 63% delle richieste nazionali di Data Center. In un territorio già saturo come il nostro, serve una soglia massima di saturazione oltre la quale non sia più possibile autorizzare ulteriori insediamenti.
-Stop al consumo di suolo agricolo: Le aree dismesse (brownfield) devono essere l'unica opzione reale per i centri dati. No a sconti sugli oneri per chi sceglie di costruire sui nostri campi.
«La transizione digitale non può diventare un assegno in bianco a scapito delle risorse idriche ed energetiche dei cittadini», conclude Ossino. «Chiediamo alla Regione di non trasformare il Lodigiano e il Pavese in una distesa di capannoni energivori. Il progresso deve essere al servizio della comunità, non un parassita del nostro suolo e delle nostre bollette. Come civici continueremo a monitorare ogni ettaro di terra per difendere il nostro futuro»".