Bertonico, 25 ottobre 2026

(Francesco Carrubba) La testimonianza di Andrea Allorini, impegnato in paese nella protezione civile e nella commissione biblioteca, ha fatto salire alle stelle l'emozione dei partecipanti alla serata Aido Un dono che vale tante vite: la sua è la storia di un giovane uomo che, dopo un malore che ha gravemente compromesso la funzionalità del suo cuore, si è trovato ad aver bisogno di un trapianto. "Non riuscivo più nemmeno a salire un gradino", ha ricordato molto commosso nel ripercorrere la sua vicenda, poi la telefonata tanto aspettata: un cuore nuovo, quello di un ragazzo di 22 anni che ha concluso la sua vita restituendola ad un'altra persona. Gioia e paura hanno salutato la notizia, seguita dall'intervento, dalla riabilitazione e dal ritorno alla sua famiglia, al lavoro , agli amici... alla vita. Gli applausi dei presenti hanno accompagnato il racconto di Andrea, costretto a fermarsi più volte per l'emozione di rivivere la sua storia, "la storia di una persona tornata alla vita grazie ad un dono che è vita oltre la vita".

La serata, dedicata alla sensibilizzazione sulla donazione di organi e tessuti e ospitata mercoledì nella Palazzina dei Servizi, è stata promossa dall'Amministrazione comunale con il supporto di Avis Bertonico. Ad aprire l'incontro è stato il presidente della sezione locale Avis, Nicola Frontori, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra realtà impegnate nel volontariato sanitario, auspicando iniziative condivise sul tema del dono che coinvolgano anche altre associazioni del territorio.

Successivamente, la presidente e la vicepresidente provinciale di Aido Lodi, Giusy Baffi e Simona Polenghi, hanno illustrato le finalità dell'associazione, spiegando l'importanza di esprimere in modo chiaro la propria volontà sulla donazione di organi e tessuti. Durante l'intervento sono state approfondite le modalità attraverso cui ogni cittadino può registrare la propria scelta e le ragioni che rendono la donazione un gesto di grande valore sociale.

Particolarmente significativo anche il contributo del dottor Leonardo Castellazzi, responsabile medico del Cop dell'Asst di Lodi, che ha chiarito i principali dubbi legati al prelievo di organi, ribadendo come tutte le procedure siano rigorosamente regolamentate dalla legge e subordinate all'accertamento della morte. L'infermiera Matilde Riboldi ha invece portato la propria esperienza diretta accanto alle famiglie dei potenziali donatori, evidenziando l'importanza dell'aspetto umano ed empatico in momenti delicati e richiamando l'attenzione anche sulla donazione dei tessuti, fondamentale in numerose situazioni di emergenza e cura.