L'email truffa
Dal territorio, 4 maggio 2026
(Andrea Biraghi) Arrivano via mail e sembrano comunicazioni ufficiali, ma sono truffe. In questi giorni viene segnalato un nuovo tentativo di raggiro costruito usando il nome del capo della Polizia, Vittorio Pisani, e facendo leva su accuse gravissime legate alla pedopornografia online.
Nel messaggio falso si comunica al destinatario l’avvio di un presunto procedimento giudiziario. La mail sostiene che la persona sarebbe stata identificata online in siti o contenuti a carattere pedopornografico e chiede una risposta rapida con le proprie “giustificazioni”. Proprio questo è il meccanismo della truffa: spaventare chi riceve il messaggio, spingerlo a rispondere e ottenere così dati personali o, in una fase successiva, denaro.
Le comunicazioni possono arrivare a persone fisiche o a indirizzi scelti a caso. La presenza di loghi, firme, timbri o riferimenti istituzionali non deve trarre in inganno: si tratta di documenti falsi, costruiti per sembrare credibili.
La Polizia di Stato ricorda che non invia mail o messaggi di questo tipo per comunicare procedimenti penali o accuse simili. Chi riceve una comunicazione del genere non deve rispondere, non deve cliccare su link e non deve aprire eventuali allegati.
Il consiglio è cancellare il messaggio e, in caso di dubbi, rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine attraverso i canali ufficiali. Meglio perdere qualche minuto per verificare che consegnare dati personali a chi sta cercando di sfruttare paura e imbarazzo per truffare.