Casalpusterlengo, 19 ottobre 2026

(Francesco Carrubba) "Continuo a ritenermi onorato di essere Granata, per noi del Toro è una fede: non si cancella mai, si porta avanti per tutta la vita". Al suo arrivo Paolo Pulici, il mitico bomber del Torino, è stato accolto dal sindaco Elia Delmiglio e dagli applausi del Toro Club 1976, che ha festeggiato così ieri i suoi 50 anni: mezzo secolo di vita, lo stesso tempo trascorso dallo storico scudetto del Toro del "Puliciclone", come l'aveva soprannominato Gianni Brera.

Il grande ex calciatore - l'attaccante più prolifico della storia del Torino con 172 gol in 14 stagioni sempre in maglia granata, tre volte capocannoniere della Serie A - ha pranzato insieme a circa 150 persone al ristorante Cochera Blanca, affiancato da Paolo Bacigalupo, nipote del Valerio del Grande Toro, e da Domenico Beccaria, presidente del Museo del Grande Torino. Pulici, con un microfono in mano, ha risposto per mezz'ora alle domande dei tifosi e per il resto del tempo ha elargito saluti, abbracci e decine di foto.

"Ha voluto stare in mezzo ai tavoli, ha girato tra tutti: ha mangiato un primo qui, il secondo là... - racconta Stefano Guardinceri, presidente del Toro Club di Casale, che propone di intitolare l'area verde tra via Buozzi e via El Greco proprio al Grande Torino - Paolino Pulici voleva proprio chiacchierare e raccontare la sua vita Granata: è stato stupendo e unico, gli lacrimavano gli occhi, era emozionatissimo, ci ha ringraziato per la partecipazione: ma noi eravamo qui per lui, la disponibilità di un campione è stata fantastica".