L'educatore finanziario Andrea Micrani a Borgo San Giovanni
Borgo San Giovanni, 30 ottobre 2026
(Francesco Carrubba) Un tesoretto che supera i 14 miliardi di euro: è la ricchezza finanziaria complessiva custodita dalle famiglie lodigiane. Di questa mole di risparmi, circa 4,44 miliardi di euro restano fermi nei depositi e conti correnti bancari, pari a una media pro capite di 19.182 euro (valore che posiziona la provincia a metà classifica nazionale, al 62° posto). L'educatore finanziario Andrea Micrani ha analizzato i dati ieri sera in sala Unità d'Italia durante l'incontro informativo Educazione finanziaria: oggi per il tuo domani: il comune di Borgo l'ha promosso in collaborazione con Aief - Associazione Italiana Educatori Finanziari e pensa di organizzare altri eventi su questi temi prossimamente, anche a scuola.
A fronte di un patrimonio solido, il territorio deve però fare i conti con un profondo mutamento demografico. Nella provincia di Lodi si contano oggi ben 57.873 pensionati (di cui 29.759 donne e 28.114 uomini), un dato in costante crescita con un incremento di oltre 600 unità all'anno. I pensionati rappresentano ormai un quarto dell'intera popolazione provinciale (pari a circa 230mila abitanti), confermando un graduale invecchiamento della comunità locale e una trasformazione dei bisogni sociali del territorio.
L'invecchiamento porta con sé un'emergenza sempre più evidente: la gestione della fragilità. Applicando le stime nazionali sul territorio, nella provincia di Lodi si contano tra i 10mila e gli 11mila anziani in condizioni di non autosufficienza grave, una cifra destinata a crescere considerando che tra gli over 80 la percentuale supera il 40%. La maggior parte di loro non risiede in strutture dedicate: circa il 60-65% resta a casa, traducendosi in 6-7mila famiglie lodigiane impegnate quotidianamente nell'assistenza diretta di un parente non autosufficiente.
Una pressione economica e psicologica enorme che si scarica sulla rete familiare e sui servizi sociali. L'Ambito Territoriale di Lodi, che racchiude i 60 comuni della provincia, si trova a gestire migliaia di domande per l'accesso ai contributi regionali (Misure B1 e B2 per la disabilità grave e gravissima). La sfida futura del Lodigiano si gioca proprio qui: sulla capacità di canalizzare e proteggere le importanti risorse finanziarie private del territorio per sostenere un welfare familiare sempre più sotto sforzo. "Formare a livello finanziario è un investimento sul futuro anche per le amministrazioni, perché porta la popolazione ad avere meno disagi: in questo modo nella comunità ci saranno anche meno problemi sul piano sociale", commenta il vicesindaco Alberto Locatelli.