Lodi News - Codogno - Maxi fotovoltaico, respinto il ricorso del comune Impianto fotovoltaico, immagine generata

Codogno, 08 agosto 2026

(Andrea Biraghi) Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Comune di Codogno contro il progetto fotovoltaico previsto alla Triulza, confermando l’impostazione già seguita dal Tar della Lombardia. Il piano di Five-E Italy Green riguarda un impianto da circa 9,8 megawatt, su quasi 150mila metri quadrati di terreni agricoli tra via Don Botti e via Anna Maria Belloni.

Il punto centrale della controversia riguarda le cosiddette aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili. Il comune aveva sollevato, tra gli altri aspetti, la vicinanza alla chiesa di Santa Maria Assunta, sottoposta a tutela culturale. Per i giudici, però, le diverse categorie individuate dalla normativa nazionale sono alternative e non cumulative: è sufficiente che il terreno rientri in una delle categorie considerate idonee perché gli elementi previsti dalle altre non diventino automaticamente ostativi.

Lo stesso principio era già stato applicato dal Tar di Milano, che il 30 dicembre 2025 aveva accolto il ricorso della società contro il diniego arrivato dalla conferenza dei servizi. A gennaio il Comune aveva quindi deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato.

Il progetto aveva incontrato una forte opposizione anche fuori dalle aule giudiziarie, con oltre mille firme raccolte e le contestazioni di cittadini e amministrazioni del territorio. La nuova sentenza restringe ora ulteriormente i margini di intervento del Comune, che dovrà valutare quali possibilità restino sull’iter.

Sul caso è intervenuto anche Domenico Ossino, che collega la vicenda della Triulza ad altri progetti discussi nel Lodigiano, dal fotovoltaico galleggiante alla Cava Belgiardino ai data center. "Anche Codogno deve arrendersi. Il territorio continua a perdere", ha commentato, criticando una normativa che, a suo giudizio, lascia sempre meno spazio alle decisioni delle comunità locali.

La questione supera quindi il singolo impianto: il nodo è quanto possa incidere un Comune sulla localizzazione di un progetto quando l’area rispetta i requisiti fissati dalla normativa nazionale sulle energie rinnovabili.