Lodigiano, 26 marzo 2026
(Francesco Carrubba) Famiglie lodigiane e pavesi sono fra le parti civili - tutte ammesse dal giudice Alessandra Boffi - nel processo che chiede giustizia per le vittime di Covid e che vede imputati quattro ex dirigenti del Ministero della Salute, accusati di omissione in atti d’ufficio per il mancato aggiornamento del piano pandemico. I familiari - un centinaio sono arrivati da tutta Italia ed erano presenti in aula - "hanno rappresentato la memoria e la voce di chi non può più intervenire". E ora potranno partecipare attivamente al processo, per accertare "verità e responsabilità". Il 12 maggio la prossima udienza.
Nell'udienza preliminare, tenuta martedì al Tribunale sezione penale di Roma, è stata accolta appunto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dal Comitato nazionale familiari delle vittime "covid" ad ottobre. Ulteriori richieste sono state depositate dall’avvocata Giorgia de Tomasi, difensore del Comitato, insieme ai legali dei 328 familiari dell'Associazione Sereni e Sempre Uniti di Bergamo. Richieste analoghe sono state presentate per i sindacati OSA Polizia e FISI, oltre al Maresciallo Capo dei Carabinieri Marco Billeci, in servizio a Codogno a inizio pandemia.
L’udienza si è svolta in un clima teso, con momenti di forte confronto tra le parti, come racconta il Comitato. Nonostante alcune contestazioni da parte delle difese degli imputati, il GUP ha mantenuto il pieno controllo del procedimento, rigettando le istanze volte a escludere le parti civili.
Nel corso dell’udienza, come riporta il Comitato presieduto da Sabrina Gualini, l'ex dirigente Ranieri Guerra "ha rilasciato dichiarazioni spontanee, affermando che nel 2020 diverse misure non furono attuate e richiamando alcuni episodi simbolici che tutti ricordiamo: la partita di San Siro tra Atalanta e Valencia, con migliaia di persone ammassate, e una Milano che 'non si ferma'".
La lodigiana Sara Asti fa parte del comitato, avendo perso entrambi i genitori nel 2020
"Qualcosa si è mosso - commenta Sara, affiancata a Roma da Lara Ardemagni di Miradolo Terme (Pavia) -
Quello a cui abbiamo assistito è stato un lungo dibattimento, teso e a tratti confuso, in cui sono stati decisivi gli interventi degli avvocati dei familiari e la deposizione finale dell'imputato Guerra".
"Nessun tg ne parlerà - continua - ma è stata una giornata di svolta per questa lunga battaglia. Grazie agli avvocati Giorgia De Tomasi e Eleonora Coletta che ci hanno assistite".