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Lodi, 01 settembre 2026
(Andrea Biraghi) La Corte dei conti della Lombardia ha condannato dieci persone a risarcire oltre cinque milioni di euro alle Prefetture di Lodi, Pavia e Parma per il danno provocato dal sistema emerso con l’inchiesta Fake Onlus, legata alla gestione dei centri per richiedenti asilo.
La vicenda riguarda i servizi affidati tra il 2014 e il 2018 a cooperative e onlus che ricevevano fondi pubblici per garantire vitto, assistenza sanitaria e sociale, mediazione linguistica e condizioni adeguate agli ospiti. Secondo le indagini, però, una parte di quelle prestazioni sarebbe stata rendicontata senza essere realmente fornita o sarebbe stata garantita solo in parte.
Gli accertamenti della Guardia di finanza avevano ricostruito fatture duplicate, costi riferiti a servizi inesistenti, collaboratori indicati come esperti senza averne i requisiti e somme spostate su conti personali o utilizzate per finalità estranee all’accoglienza.
Il sistema ha riguardato 29 gare e circa otto milioni di euro versati dalle tre Prefetture. Tra le strutture finite al centro dell’inchiesta c’era anche il centro di via Selvagreca, dove negli anni erano emerse proteste degli ospiti per le condizioni di accoglienza e per i ritardi nel pagamento del pocket money.
Il processo penale aveva già portato nel 2021 a dieci condanne, con pene fino a 11 anni di carcere. Ora arriva anche il giudizio contabile: oltre cinque milioni di euro dovranno essere restituiti allo Stato. Resta da capire quanto di questa somma potrà essere effettivamente recuperato, anche perché una delle realtà coinvolte, Area Solidale Onlus, risulta già fallita.