Lodi News - Lodi - Insulti social, solidarietà a Roberta Vallacchi Roberta Vallacchi e Manuela Minojetti

Lodi, 29 agosto 2026

(Francesco Carrubba) Stavolta il bersaglio dei leoni da tastiera è la consigliera regionale Roberta Vallacchi. Il suo video sulla parità di genere e sul primo voto alle donne in concomitanza con l'avvio della Festa dell'Unità del Lodigiano è stato visto 25mila volte in due giorni tra Facebook e Instagram ed è stato preso di mira da hater con commenti di bassa lega: da "vai a zappare la terra" a "le donne a lavare i piatti" e "le quote rosa hanno portato tanta ignoranza". Si è levato subito un moto di solidarietà da tutto il mondo femminile. Il messaggio di Manuela Minojetti è stato rapidamente condiviso da decine di donne e uomini, da Fede Costa della Provincia a Luca Tavani, responsabile dell'amministrazione generale al comune di Somaglia.

La assessore del comune di Lodi alla parità di genere, "inorridita", è subito intervenuta, definendo gli autori dei commenti come "celenterati tolti dal loro ambiente naturale e, dunque, rinsecchiti. Avvizziti male. Imputriditi". Ha esordito così, rivolgendosi all'amica: "Mi hai detto: 'Non ho il coraggio di leggere tutto. Vorrei guardarli in faccia, uno per uno'. Ecco, Roberta, te li descrivo io".

"Lo scrivo perché è l’unico modo che conosco per reagire - continua Minojetti - perché non si può stare zitti. E soprattutto zitte, mi si perdoni la precisazione di genere, di fronte a tanta ignoranza, volgarità e maleducazione. Roberta Vallacchi è una donna straordinaria e una politica di livello altissimo. È una rappresentante del nostro territorio in Regione Lombardia: studia, lavora e si impegna con una forza e un’abnegazione totali per ciò in cui crede. In ciò in cui crediamo. Ottiene risultati per la sua comunità".

"Nonostante le difficoltà e la malattia, non molla un colpo - continua la assessore. - La malattia non la definisce e non la caratterizza: è lei, ancora una volta, a darle un significato diverso, trasformando anche questa esperienza personale in un’occasione di battaglia politica e civile. E allora, di fronte a certe affermazioni, all’ignoranza dilagante e a insulti che hanno il solo scopo di colpire una donna in quanto donna e in quanto impegnata in politica , tutte noi - tutte - dovremmo alzare la testa e reagire con forza".

"Perché ignorare non significa fermare la misoginia e l’odio - conclude Minojetti - fingere di non vedere non la fa scomparire. Restare in silenzio non la rende meno violenta. Al contrario: lascia che si normalizzi, che trovi spazio, che diventi linguaggio quotidiano e che altre donne, altre persone, siano costrette, ancora una volta, a subirla. La misoginia e più in generale l’odio che ne è parte non si combattono con l’indifferenza. Si combattono prendendo posizione. Tante e tanti l’hanno fatto. E chi strizza l’occhio, chi resta indifferente per convenienza o, peggio ancora, per pusillanimità, deve sapere che anche quella è una scelta. E io - e molti di noi - quella scelta la vediamo. La riconosciamo. E, francamente, ci fa schifo".