Lodi News - Lodi - Impianti energetici da fonti rinnovabili a rischio Fabrizio Santantonio nell'assemblea dei sindaci

Lodi, 10 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Stando alla nuova e discussa legge regionale 10/2026, potrà essere destinato all'installazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili il 3% dei 56mila ettari lodigiani, ovvero 1.100 ettari, pari a 11 milioni di metri quadri.

La Provincia aveva denunciato nel 2025 la stima di 2 milioni di metri quadrati di intervento: "Dopo un anno e mezzo sono già 900mila i metri quadri di impianti autorizzati e 1,5 milioni sono quelli preventivati, soltanto in riferimento alla competenza provinciale, quindi senza considerare per esempio Mulazzano che prevede da solo 1 milione di metri quadri", ha spiegato il presidente Fabrizio Santantonio nell'assemblea dei sindaci di ieri.

La legge 10 del 21 maggio, che tra le aree idonee include anche cave e discariche, ha inserito la nuova soglia dello 0,8 della superficie agricola utilizzabile (Sau) su base regionale, contro il tetto massimo precedente dello 0,62, a cui si aggiungono la soglia comunale del 3% e provinciale del 2%. Ogni Comune può aumentare la Sau al 5% o al 10%, ad esempio se ha impianti molto energivori come i datacenter. Il target complessivo è di 8,7 gigawatt.

Secondo la legge attuale, oltre il tetto, scatta l’improcedibilità per altri impianti. Ma sorgono dei dubbi. Santantonio fa l'esempio di Terranova dei Passerini: a fronte di una richiesta per un impianto da 56 megawatt, si supera il 3% comunale e si raggiunge un 7%: "La nuova normativa instilla dubbi e apre spiragli a ricorsi", ha chiosato Santantonio.

"La nuova legge regionale ci riconferma i rischi collegati alla transizione energetica, che è necessaria, ma territorialmente occorre preservare riconoscibilità, qualità e attrattività - ha commentato il presidente della Provincia - La difesa e la riqualificazione del paesaggio oggi sono messe in difficoltà e in discussione dall'innovazione delle fonti rinnovabili. C'è una spinta alla semplificazione e all'accelerazione, che mettono a rischio le nostre convivenze sociali".

"Con la nuova legge, il parere della sovrintendenza torna a essere vincolante oltre che obbligatorio. I proponenti potrebbero fare ricorso - ha aggiunto la dirigente provinciale Michela Binda - Le compensazioni dall'1 al 4% per le autorizzazioni e dall’1 al 3% per le procedure abilitative semplificate (Pas) comunali sono confermate per i Comuni, che possono richiedere la monetizzazione del 50%, anche a favore dell'efficientamento energetico degli immobili comunali. Dove ci sono vincoli ambientali, si applica il massimo delle compensazioni. Ma l'avvento della nuova legge può far nascere contenziosi con i proponenti che si vedono superati dalla normativa. Si aspetta la delibera di giunta regionale con i criteri di applicazione della legge".