Lodi, 13 giugno 2026

(Francesco Carrubba) Filippo è in ufficio, Giada al bancone del bar, Stefano è in cucina e Jacopo tra le postazioni di Zucchetti. Le esperienze lavorative di questi quattro ragazzi sono possibili grazie al progetto LodAbili e sono state raccontate oggi nell'evento aperto a tutti Praticare l'inclusione delle persone con disabilità nella città di Lodi, nella sede di Confartigianato. L'obiettivo: alimentare il dialogo tra profit e no profit.

L'iniziativa in collaborazione con le cooperative sociali prevede che, nell'ambito dei Centri Socio Educativi (Cse) e Servizi di Formazione all'Autonomia (Sfa), i giovani facciano esperienze di lavoro di 2-3-4 ore per 1-2 giorni a settimana in un numero di mesi concordati tra le parti: queste esperienze possono trasformarsi in un vero e proprio rapporto di lavoro. Lia Spagliardi della coop Eureka! ha fornito alcuni dati tra cui 60 partecipanti, 51 esercenti, 12 scuole, per un progetto che spazia tra Lodi, San Martino in Strada, Riozzo e Lodi Vecchio e che è stato protagonista di una puntata del programma Rai O anche no. “Sono attività normate a tutti gli effetti, permettono ai ragazzi e agli esercenti di essere sereni”, ha sottolineato Nadia Valentini de Il Mosaico.

“Occorre proseguire insieme, è un qualcosa che deve caratterizzare una comunità come la nostra: dobbiamo includere in modo che ognuno possa portare il proprio talento”, ha detto il segretario generale di Confartigianato Vittorio Boselli introducendo, seguito dal sindaco Andrea Furegato: “Si parla spesso della necessità di migliorare l'inclusione lavorativa, ma si fa fatica ad applicarla. Questo percorso iniziato in sordina continua da 2 anni, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria: le ringrazio, hanno un ruolo molto positivo per la nostra comunità, insieme alle attività economiche e, in particolare, a quelle più piccole, che hanno trovato il modo di accogliere i ragazzi". Presente anche la consigliera regionale Roberta Vallacchi.

"È un importante momento di semina, per poi andare a raccogliere idee e spunti sul progetto - ha spiegato il consigliere comunale Nicola Ruscitti - Il progetto si chiama LodAbili: gioca con l'aggettivo lodabili, con la città di Lodi e con l'attributo Abili, da abilità. Lodare le abilità di Lodi. Un format inclusivo replicabile e adattabile, con l'obiettivo di sperimentare esperienze socializzanti nelle realtà aziendali e imprenditoriali del territorio, per conoscere e approfondire le abilità dei ragazzi".

A quel punto Matteo ha presentato le prime testimonianze. Filippo, che frequenta anche l'agenzia di comunicazione Minimals, oggi racconta che da quasi 2 anni gestisce le fatture condominiali dello studio di Alex Seminari a San Martino: "La precisione è fondamentale. Cosa consiglierei a chi farà esperienze come questa? Trova qualcosa in cui sei capace ma anche che ti piaccia fare”, ha commentato.

“All'inizio ero un po' spaventato e spaesato, non sapevo cosa dovessi fare, poi è stato tutto semplice. Ho aperto lo studio a esperienze sociali e professionali, cercando di contribuire alla crescita personale dei miei collaboratori e della nuova leva della squadra - ha raccontato Alex - Filippo si è inserito perfettamente, è diventato un punto di riferimento nell'archiviazione delle fatture e degli F24. È precisissimo nella preparazione dei panettoncini dei regali di Natale per i clienti. Ha rafforzato e ravvivato lo spirito di squadra dello studio e la coesione. È un'opportunità di crescita reciproca: ritorna molto più di quello che si dà”.

Giada invece si dà da fare nella ristorazione: da gennaio, il martedì, al bar Masseroni di Lodi, fa la lavastoviglie, sistema, aiuta a gestire le ordinazioni, i vassoi e gli aperitivi, oltre ad assistere la cucina, ad esempio tagliando il pane. "Una parola per descrivere questa esperienza? Emozionata”, confessa. Lo stesso locale ha avviato un percorso anche con un'altra giovane, Giulia.

Quindi Omar ha introdotto altre due testimonianze. Stefano ha lavorato per quasi 4 anni all'Osteria del Mercato e dal 2019 è a I Ravioli dell'Oste: "Arrivo alle 7:30, sono responsabile del grano e della mortadella, taglio le verdure, lavoro in laboratorio e in sala con i clienti. Mi piace la cucina. Questa esperienza per me significa impegno. Se arriva qualche ragazzo, gli insegno le attività in cucina".

"All'osteria gli abbiamo messo subito in mano un coltello, tagliava le cipolle. Al negozio lo stesso, sempre monitorato. Quando arrivano gli stagisti, è lui a dargli alcune indicazioni - ripercorre il suo capo Ettore - Stefano non è più un lavorante o un supporto, fa parte della famiglia: ha portato le fedi al matrimonio di mio figlio. Sopporta anche le nostre discussioni e sfuriate familiari. Al negozio ha fatto un grosso salto di qualità lavorando con noi tutti i giorni. La sua attività è fondamentale per fare ripieni e brasati. Non la chiamerei neanche esperienza, è un'attività normale e continua: menomale che c'è. Se posso dare un consiglio, la continuità rende questi lavori sempre più concreti e praticabili”.

Zucchetti ha portato la propria esperienza sul tema della Diversity & Inclusion, con il caso di Jacopo, protagonista di un percorso di crescita da queste attività territoriali iniziali fino all’assunzione. Lavora nell'ufficio del personale dell'azienda, svolgendo ogni incarico con precisione, passione e disponibilità e il sorriso. “Il primo contatto con Zucchetti è stato a marzo 2024 - ha ricordato - Le mansioni principali sono la stampa dei badge per assunti ed esterni, la scansione e la compilazione di documenti. La parola che descrive questa esperienza? Responsabilità. Agli altri dico: abbiate fiducia, prima o poi l'occasione giusta arriva”.

Alessia Spelta, responsabile della selezione del personale di Zucchetti, ha commentato: “Abbiamo immediatamente aderito al progetto con entusiasmo. Inizialmente Jacopo veniva nella nostra sede per 2-3 ore una volta alla settimana. È sempre sorridente: questa capacità ha conquistato tutti. C'è un arricchimento da entrambe le parti”.

"Noi persone con disabilità vogliamo essere viste e giudicate per quello che sappiamo fare e non per quello che la disabilità ci fa fare in modo leggermente diverso", ha detto forte in conclusione Omar.