Giovanni Bozzini, Presidente di Cna Lombardia
Lodigiano, 20 maggio 2026
(Francesco Carrubba) Le imprese e gli artigiani diminuiscono. L'export cala. Preoccupa il crollo del credito alle aziende. Unico spiraglio di luce: aumentano i lavoratori occupati. L'andamento emerge dai dati del Secondo Focus 2026 di Cna Lombardia, realizzato dal Centro Studi Sintesi.
A marzo 2026 Lodi (-2,5%) risulta tra le 5 località in cui il numero delle imprese è diminuito rispetto allo stesso periodo 2025 e ha la percentuale maggiore: seguono Lecco (-2,1%), a Como (-2%), a Monza e Brianza (-1%) e Mantova (-0,5%). Sale di più a Pavia (+0,5%), Milano (+0,3%), Cremona e Sondrio (+0,2%).
Nello stesso arco di tempo, il numero degli artigiani è aumentato solo a Pavia (+0,2%). Scende a Lodi (-4,3%), seconda solo a Como (-4,9%). Cremona galleggia (-0,1%).
D'altra parte, l'anno scorso l’erogazione del credito alle imprese è aumentata solo a Milano (+5,2%) e Bergamo (+1,5%). Per il resto, Lodi (-8,6%) è il luogo dove cala di più. Cremona tiene (-0,8%).
Inoltre Lodi, con il -4,4%, è fra i 3 soli territori in l'export nel 2025 è in calo, insieme a Como (-4,5%) e Milano (-2,8%). Cremona, ad esempio, segna un (+1,1%), ma l'exploit è di Varese (+21,7%). A Lodi, però, aumenta l'occupazione (+1,6%), in calo invece a Cremona (-2%).
"Stiamo silenziosamente strozzando chi produce e crea lavoro ogni giorno nei nostri comuni - dichiara Giovanni Bozzini, Presidente di Cna Lombardia - Un calo del credito del 24% per le piccole imprese non è una flessione fisiologica, è una vera e propria desertificazione finanziaria".
"La tenuta del Pil lombardo, +0,4% previsto per il 2026, dipenderà quasi interamente dalla capacità delle imprese di restare competitive sui mercati esteri - conclude Stefano Binda, Segretario di Cna Lombardia - Ma per farlo servono investimenti tecnologici continui, e senza credito bancario accessibile le nostre Pmi rimarranno tagliate fuori dalle transizioni ecologica e digitale in atto".