Lodi Vecchio, 05 maggio 2026

(Francesco Carrubba) È stato riaperto intorno alle 18 il tratto di Sp 115 chiuso in seguito all'incendio del camioncino da 35 quintali delle 19 di ieri, che sarebbe stato causato "autonomamente" per sfregamento delle superfici lignee dei pallet e del cassone del mezzo, che conteneva cera e solfuro.

La riapertura stradale in entrambi i sensi di marcia è avvenuta in concomitanza con la conclusione della rimozione di tutti i resti e di parte di terre contaminate: sono state caricate su due camion e portate in discariche autorizzate. Alla rimozione dei rifiuti speciali hanno collaborato Aprica, gestore dei rifiuti, e una ditta di Soncino.

Non sarebbero state rilevate situazioni di rischio incombente sul piano ambientale, anche se andranno fatte verifiche sull'area interessata dallo sversamento dei materiali trasportati dall'automezzo, a cui poi si sono unite la schiuma e l'acqua usate per spegnere le fiamme. Si trattava di materiali per attività industriali, appena ritirati da una logistica che vende questi prodotti: all'interno del veicolo erano posati in parte sul cassone e in parte su pallet. Il furgone stava per rientrare a Tavazzano, sarebbe ripartito oggi per fare le consegne di queste merci.

La Provincia ha provveduto a far intervenire spazzatrici ad hoc, soprattutto per pulire la cera che ieri sera continuava a colare, tendendo a riattizzare il rogo.

“C'erano rischi reali di scivolamento e di non riaprire in sicurezza”, spiega il sindaco Osvaldo Felissari, salutando con favore “il concorso di energie” messo in campo.

Il prefetto Davide Garra è andato sul luogo questa mattina per coordinare le operazioni di rimozione dei residui e ripristino della viabilità. In mattinata, infatti, si è dovuto smaltire il traffico delle auto che venivano da Milano verso il Lodigiano: Polizia, Carabinieri e Cantonieri l'hanno gestito.

“Ci sarà poi la ricerca delle responsabilità e degli indennizzi. Le operazioni di bonifica sono tra le più costose. E l'interruzione del traffico avrà probabilmente la necessità di essere meglio indagata”, conclude il primo cittadino.