Lodi Vecchio, 25 marzo 2026
(Francesco Carrubba) C'è un progetto da 2.450.000 euro per rilanciare il Cinema Teatro Aurora di Lodi Vecchio e il Teatro Comunale di Caselle Landi, tramite il Bando Progetti Emblematici. Nasce così il polo culturale territoriale "PoliCult - palcoscenici di vita, ecosistemi culturali lodigiani". La missione è il "recupero funzionale e riposizionamento strategico" dei due edifici, secondo l'idea della "rigenerazione di infrastrutture culturali di prossimità".
In particolare, il Cinema Aurora è chiuso da anni, è inagibile per criticità strutturali e impiantistiche e la sua inattività rischia di comportare una perdita della sua funzione pubblica e un "progressivo deterioramento patrimoniale": tra gli interventi strutturali necessari, figurano la bonifica della copertura, il consolidamento strutturale, un completo adeguamento degli impianti, il restauro e un risanamento conservativo. Occorre quindi "rifunzionalizzare l’immobile", prevedere installazioni multimediali e "riconfigurare gli spazi per attività laboratoriali ed espositive", come illustra il progetto stilato dall'ingegnere Andrea Locatelli.
Per il Teatro di Caselle Landi invece occorre mettere a sistema l'Aula magna, l'Auditorium, lo Spazio teatrale, la sala convegni, la sala cinematografica, le residenze artistiche e la sala musica. Anche qui è essenziale un adeguamento di tutti gli impianti e la riqualificazione degli spazi, oltre all'abolizione delle barriere architettoniche.
Il progetto prevede la seguente distribuzione dei fondi: 1.353.805 euro per Lodi Vecchio, 996.195 euro per Caselle Landi e 100mila euro nell'ambito della Provincia di Lodi. La Parrocchia ludevegina di S. Pietro Apostolo sarà capofila del progetto, con partner come la Provincia di Lodi, il Comune di Lodi Vecchio e il Comune di Caselle Landi. Tra i soggetti che verranno coinvolti associazioni sportive, culturali e sociali, istituti scolastici pubblici e privati, comuni limitrofi ed enti ecclesiastici.
L'alleanza strategica permetterà così il rafforzamento della rete culturale territoriale, la programmazione coordinata tra i due teatri, l'incremento della qualità artistica delle rassegne e l'organizzazione di iniziative civiche, data anche la necessità di "spazi per una programmazione culturale continuativa, presidi di welfare comunitario e luoghi coperti per attività pubbliche". Il welfare culturale di prossimità migliorerà, la coesione sociale sarà alimentata, le reti di relazioni locali risulteranno più stabili. Ma soprattutto ci sarà un "riuso rigenerativo di beni storici".