Lodi, 20 giugno 2026
(Francesco Carrubba) "È sempre un'emozione unica, è l'incontro di tantissime culture, con persone e lingue da tutto il mondo". È il Mondiale di calcio secondo chi lo vive sul posto. Il lodigiano Davide Gnocchi è in Messico: "A Guadalajara c'è un'atmosfera di festa, la città è accogliente, piena di musica e colori, animata a tutte le ore del giorno e della notte. Si respira davvero unione tra la gente, anche tra tifosi di squadre diverse che vanno a vedere la partita insieme. È toccante. Anche lo stadio è rilassato e gioioso".
Nell'ambito di un lungo progetto, preparato nel corso di anni, Zucchetti - con Davide - è al secondo Mondiale consecutivo, dopo il primo in Qatar: con i suoi sistemi di controllo accessi, è presente in due stadi da 100mila spettatori totali. Quello di Monterrey è seguito da remoto, mentre Davide è proprio a Guadalajara, la seconda più grande città del Messico con 5 milioni di persone, inclusa l'area metropolitana: "Abbiamo qui centinaia di lettori per telefono che aiutano le persone a entrare allo stadio - spiega - I ritmi sono serrati, le aspettative sono alte, però per tutti gli addetti ai lavori c'è la consapevolezza e anche l'orgoglio di essere in servizio su un evento che dà lustro".
Nelle zone centrali della città sono stati creati dei Fan Festival per il pubblico. "Il Messico è un Paese che storicamente ama il calcio e lo vive in modo passionale: noi come italiani possiamo riconoscerci in questo - racconta Davide - Ho seguito la prima partita Corea del Sud - Repubblica Ceca: sugli spalti c'erano tantissimi messicani e tifavano indipendentemente. Il clima è caldo, quasi tropicale, siamo nella stagione delle piogge: può piovere tre volte al giorno, con acquazzoni anche forti, ma qui sono organizzati e la festa continua per 24 ore. La città si merita i Mondiali, al di là dei tristi fatti di cronaca che sentiamo: è splendida sul piano storico, artistico e architettonico, ed è la capitale culturale del Paese. È la patria orgogliosa dei mariachi, musicisti che trovi a ogni angolo della strada".
Davide ci saluta con una nota di malinconia: "L'Italia è la grande assente sul campo, ma si nota l'affetto di tutti: ogni persona che incontro mi esprime il proprio rammarico per la mancata qualificazione, tanti vorrebbero vederci giocare".