Ossago Lodigiano, 03 aprile 2026

(Francesco Carrubba) "Siamo i 40 lavoratori e lavoratrici della ditta Airpack che stanno attraversando un momento di profonda angoscia a causa della procedura di licenziamento collettivo e del rischio di chiusura definitiva dello stabilimento". È in buona sostanza l'inizio delle lettere aperte che il personale dello stabilimento ha indirizzato al "reverendo parroco di Ossago Lodigiano" e alla cittadinanza, raccontando la propria "Pasqua ai cancelli", con il costante supporto al presidio di Filctem Cgil e Femca Cisl.

"Da ormai diversi giorni siamo in presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda, giorno e notte, per difendere non solo il nostro stipendio, ma la dignità stessa del nostro lavoro e il futuro delle nostre famiglie - recita la missiva inviata al don - In occasione delle festività pasquali, abbiamo deciso di non lasciare solo il nostro posto di lavoro. In particolare, lunedì di Pasquetta saremo davanti ai cancelli insieme ai nostri coniugi e ai nostri figli per condividere un 'pranzo di resistenza'. Sarà un momento di unità, in cui cercheremo di trasformare la preoccupazione in speranza".

"Conoscendo la Sua sensibilità verso i problemi della nostra comunità e il valore che la Chiesa attribuisce alla tutela del lavoro, saremmo onorati e confortati se Lei volesse passare a trovarci durante la giornata di lunedì per un breve saluto e, se possibile, per dare una benedizione a noi e alle nostre famiglie - chiedono i lavoratori - In un momento così duro, un Suo gesto di vicinanza spirituale sarebbe per tutti noi un grande segno di luce e di coraggio".

"Scriviamo queste righe mentre i nostri sguardi sono fissi su quei cancelli che, per anni, hanno significato dignità e futuro per le nostre famiglie, e che oggi sono diventati il fronte di una battaglia difficile - scrivono invece ai concittadini lodigiani - Nonostante l’apertura della procedura di licenziamento collettivo e il muro alzato dalla proprietà, noi non ci arrendiamo. Abbiamo montato le tende, anche per i turni di notte, perché il timore è reale: non vogliamo che, nel buio, i macchinari spariscano portando via con sé ogni speranza di ripresa produttiva. Eppure, la soluzione esiste: ci sono imprenditori pronti a subentrare e un sito che deve restare vivo".

"Rivolgiamo quindi un appello accorato a tutta la cittadinanza: non lasciateci soli. Vi invitiamo a portarci la vostra solidarietà partecipativa. Passate a trovarci al presidio, anche solo per un saluto. La vostra presenza è per noi la “cassa di risonanza” più potente per dire che Airpack non deve chiudere - concludono - Ci troverete lì, davanti ai cancelli, uniti e pronti a difendere il nostro futuro fino alla fine".