Sant'Angelo Lodigiano, 05 novembre 2026
(Andrea Biraghi) I carabinieri stanno verificando possibili collegamenti tra una serie di rapine alle gioiellerie lombarde, compreso l'assalto avvenuto ad agosto a Sant'Angelo Lodigiano. Al centro degli accertamenti ci sono soprattutto le modalità dei colpi: gruppi di uomini mascherati, martelli e bastoni per sfondare le vetrine e fughe organizzate. Almeno otto gli episodi registrati nel corso dell'anno, con gli ultimi tre concentrati in appena sei giorni tra Pavese e Milanese. Anche gli investigatori lodigiani sono coinvolti nel confronto delle informazioni raccolte.
Il metodo è simile: i rapinatori entrano nei negozi durante l'orario di apertura, distruggono rapidamente le teche e si impossessano dei preziosi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Una tecnica già utilizzata alla Gioielli di Valenza di Sant'Angelo, dove cinque uomini con il volto coperto avevano fatto irruzione in pieno giorno, per poi fuggire su un'auto con targa svizzera, successivamente abbandonata nel Pavese.
La stessa catena era già stata presa di mira durante l'estate al Merlata Bloom di Milano e al Rho Center, mentre più recentemente si sono verificati altri due assalti a Montebello della Battaglia e Cesano Boscone. In quest'ultimo caso, martedì sera, sono entrati in azione circa nove uomini, alcuni armati di pistole e fucili, con almeno un colpo esploso in aria. A Montebello, invece, tre rapinatori hanno utilizzato martelli per distruggere le vetrine.
Un altro colpo è stato messo a segno alla gioielleria Bluespirit del centro commerciale Carrefour di Pavia, dove i malviventi hanno prima svuotato un estintore nel negozio. Tra gli altri precedenti figurano anche gli assalti di Vimodrone e Novate Milanese, quest'ultimo caratterizzato dall'utilizzo di fumogeni e colpi a salve. Già lo scorso autunno, inoltre, la gioielleria di Sant'Angelo era stata presa di mira in un tentativo di furto notturno.
A interessare gli investigatori sono soprattutto la rapidità delle azioni, l'organizzazione dei gruppi e la scelta ricorrente di colpire negozi della stessa catena. Gli accertamenti proseguono per stabilire se si tratti di una banda capace di muoversi tra diverse province oppure di gruppi distinti che utilizzano tecniche simili.