Borgo San Giovanni, 19 maggio 2026
(Francesco Carrubba) Il consumo di suolo a Borgo ha toccato i 6,88 ettari e un livello di urbanizzazione del territorio del 20,4%, tra il 2021 e il 2024. Per un termine di paragone, Soncino (Cremona) ha perso solo 5,54 ettari, con un territorio urbanizzato al 12,6%, mentre Rivolta d’Adda consuma 3,94 ettari, con un 10,5% di territorio urbanizzato. Tutti e tre figurano fra le 33 località che hanno consumato più suolo nel triennio indicato.
Lo dicono i dati Ispra rilanciati da Legambiente, che stila Sindaco, ti tengo d'occhio, la lista dei 93 Comuni lombardi al voto nel prossimo fine settimana che hanno consumato più suolo: "Oltre un terzo dei comuni coinvolti in questa tornata elettorale ha cementificato, nel periodo considerato, almeno un ettaro di suolo agricolo di media", spiega l'associazione ambientalista.
Borgo San Giovanni viene annoverato fra le trasformazioni"che riguardano la realizzazione di nuovi poli logistici", come d'altra parte per le località pavesi Voghera e Silvano Pietra, mentre nei centri come Soncino e Rivolta "si tratta soprattutto di ampliamenti o saturazioni di distretti industriali", oltre ai data center come a Vellezzo Bellini (Pavia).
Se Lecco è un capoluogo a consumo di suolo quasi zero, "risultato di una corretta gestione ambientale", Mantova è "al top per il cemento sui campi": il capoluogo di provincia, precisa Legambiente, "cede oltre 50 ettari di suolo, in gran parte legati a nuovi capannoni e aree logistiche sorte in prossimità dell’autostrada del Brennero".
“Le elezioni amministrative locali sono un importante momento di partecipazione alle scelte di governo del territorio. L’impegno che chiediamo ai futuri sindaci e alle maggioranze che usciranno vincitrici è quello di fermare la perdita di suolo, che dipende in misura determinante dalle scelte urbanistiche sviluppate a livello locale - dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia - Consumare meno suolo non è una scelta nostalgica, ma una strategia di buon governo: è possibile attuarla puntando alla rivitalizzazione di tessuti insediativi sottoutilizzati o dismessi, arginando le operazioni di natura speculativa, come quelle per la realizzazione di grandi edifici per la logistica o data center in mezzo alle campagne. Salvare suolo è in ogni caso il migliore investimento per il futuro di paesi, città e territori della Lombardia".