Lodi Pride
Lodi, 17 Luglio 2026
(Red) Le critiche agli abiti indossati durante il corteo, le accuse di aver trasformato il Pride in una manifestazione immorale e i sospetti sui rapporti con la Giunta e sull’utilizzo di denaro pubblico. Dopo giorni di polemiche, Lodi Arcobaleno e altre nove realtà del territorio rispondono con un comunicato congiunto e denunciano anche la presenza sui social di commenti violenti contro i partecipanti.
Il confronto si è acceso dopo la parata dell’11 luglio, concentrandosi soprattutto sulle immagini delle persone vestite in maniera più appariscente. Da una parte le contestazioni politiche e i giudizi sull’opportunità di alcune provocazioni, anche in presenza di famiglie e bambini; dall’altra la replica degli organizzatori, secondo i quali ridurre il Pride al solo abbigliamento significa ignorare il significato della manifestazione e il lavoro svolto durante tutto l’anno.
Lodi Arcobaleno ricorda infatti che le proprie attività non si limitano ai mesi estivi. Il gruppo organizza incontri culturali, momenti formativi e iniziative pubbliche dedicate ai diritti della comunità LGBTQIA+. Il corteo rappresenta il momento più visibile di questo percorso, ma non ne esaurisce l’attività.
Gli organizzatori difendono anche la componente provocatoria e spettacolare della parata. Non intendono stabilire come debbano vestirsi le persone presenti né introdurre codici morali: la possibilità di mostrarsi liberamente viene considerata parte integrante del Pride e uno strumento per portare l’attenzione sulle rivendicazioni della comunità.
Una parte della risposta riguarda i presunti legami con l’Amministrazione comunale e con i partiti. “Lodi Arcobaleno non appartiene a nessun partito politico”, precisano le realtà firmatarie. Il dialogo con il Comune viene descritto come una collaborazione istituzionale nata su alcuni obiettivi condivisi, tra cui il patrocinio del Pride Month e la realizzazione dello sportello di ascolto.
Sul piano economico, il gruppo sostiene di aver richiesto un contributo pubblico di importo limitato soltanto lo scorso anno. L’edizione 2026 sarebbe stata invece realizzata attraverso risorse proprie, iniziative di autofinanziamento e il sostegno di associazioni, attività commerciali e aziende che hanno aderito al progetto.
Il comunicato affronta infine la parte più grave delle reazioni comparse online. Gli organizzatori riferiscono di utenti che avrebbero invitato i partecipanti a nascondersi e di commenti nei quali si sarebbe auspicato il passaggio di un drone sopra il corteo o il rogo delle persone presenti.
Per le associazioni, la discussione è quindi andata oltre la critica politica e il giudizio sull’estetica della manifestazione, trasformandosi in alcuni casi in violenza verbale. I firmatari ricordano inoltre che alla parata non erano presenti soltanto le figure più appariscenti finite al centro delle polemiche, ma anche giovani, famiglie e cittadini.
Il documento è firmato da Lodi Arcobaleno, Rumorossə, Associazione culturale Adelante, Collettivo Drag Attack, Progetto Pretesto, Loco Collettivo, Psicopolis, Se Non Ora Quando? Lodi, Lo Sguardo di Giulia e Unione degli Studenti Lodi.