Lodigiano, 11 luglio 2026
(Andrea Biraghi) I data center si stanno avvicinando alle campagne del Milanese e del Lodigiano, con il rischio di sottrarre nuovi terreni all’agricoltura. Confagricoltura Milano, Lodi, Monza e Brianza chiede che i futuri insediamenti vengano realizzati prima di tutto nelle aree industriali dismesse e già compromesse.
La richiesta arriva dopo l’approvazione della legge regionale che disciplina queste strutture in Lombardia. In Italia i data center attivi sono circa 200 e la provincia di Milano concentra quasi il 70 per cento della potenza installata nazionale.
“Non vogliamo fermare il progresso, ma il consumo di suolo e di acqua deve essere regolamentato, privilegiando le aree dismesse rispetto ai terreni coltivati”, afferma il presidente di Confagricoltura Francesco Pacchiarini.
Le principali preoccupazioni riguardano infatti il consumo di suolo, l’elevato fabbisogno energetico e l’acqua necessaria per raffreddare i server. L’associazione chiede quindi regole più rigide sulle tecnologie di riciclo dell’acqua e una programmazione condivisa tra Regione, Comuni e operatori.
Il fenomeno è già visibile nell’area tra Melegnano, Settala e Vignate, dove alcuni impianti sono già operativi o in fase di sviluppo. Secondo gli agricoltori, le offerte economiche delle società interessate ai terreni potrebbero inoltre spingere alcune aziende a cedere superfici coltivate in un momento di difficoltà per il settore.
Confagricoltura chiede dunque di evitare una nuova espansione indiscriminata, simile a quella già avvenuta negli anni scorsi con i poli logistici.