Lodi, 15 ottobre 2026

(Francesco Carrubba) Nutrizione, gestione del benessere, preparazione e conduzione di cani da lavoro. Sono alcune nuove mansioni che richiedono figure come istruttori, conduttori di cani da detection (ricerca olfattiva) e coadiutori del cane negli interventi assistiti con pazienti fragili o gravi. Il settore degli animali d’affezione offre un mondo di occasioni professionali ancora poco conosciuto, a cui il Polo di Lodi dell’Università degli Studi di Milano è molto attento: la sfida è intercettare le richieste di competenze di un settore in crescita e tradurle nella progettazione di un corso di laurea innovativo, capace di collegare solide basi scientifiche, esperienza pratica e conoscenza del mondo del lavoro.

Accanto al medico veterinario, operano specialisti del pet food, del pet care, della gestione degli equidi e del lavoro con i cani. Profili con competenze specifiche, chiamati a collaborare per rispondere ai bisogni degli animali, dei proprietari e della collettività. Comprendere quali skills richiedono le nuove attività e come preparare i professionisti di domani è il filo conduttore dell'approfondimento Pet Connect - Professioni, competenze e opportunità nel settore degli animali d’affezione, che si è svolto al campus di Lodi.

Guido Poncini, Advocacy & Training Manager di Purina, ha illustrato le dimensioni del settore pet food e gli obiettivi dell’azienda per i prossimi anni, concentrati sul miglioramento dell’intera filiera di approvvigionamento e il rafforzamento delle relazioni con i professionisti del settore e con i proprietari di cani e gatti. Antonio Di Biase, Health Affairs & Content Approval Manager di Royal Canin, ha confermato la rilevanza del settore attraverso l’esempio dei centri di ricerca dell’azienda in Francia e negli Stati Uniti, dove vengono studiate e testate le caratteristiche nutrizionali dei prodotti.

Del valore della relazione tra persone e animali ha parlato Roberto Tavola, presidente del Gruppo Cinofilo Lecchese e di Fides IAA odv. La relazione con gli animali per le persone malate o fragili rappresenta un’opportunità da valorizzare e potenziare. Gli interventi assistiti con cani, ad esempio, danno conforto ai pazienti, ai loro familiari, ma anche a medici e infermieri per numerose patologie e in molti contesti, dagli ospedali alle comunità fino agli hospice. Francesca Dai, di The Donkey Sanctuary, invece, ha illustrato il contributo delle organizzazioni per il benessere animale alla definizione e alla diffusione di standard internazionali per la gestione, il recupero e la tutela di asini e muli. Infine, la complementarità tra le diverse figure professionali è emersa con particolare forza nell’intervento di Armena Zamboni, veterinaria di Ippovet, dedicato alla gestione della fattrice e del puledro nel periodo perinatale.

Infine, il lavoro olfattivo dei cani offre applicazioni che spaziano dalla ricerca di sostanze pericolose e stupefacenti all’individuazione di carcasse di cinghiale, a supporto della rilevazione precoce della peste suina africana. Importanti anche le attività con cavalli e asini per la pet therapy con persone fragili e bambini.