Lodi News - Borghetto Lodigiano - La donna e gli altri corpi senza nome La strada chiusa dai carabinieri e l'elisoccorso dei vigili del fuoco

Borghetto Lodigiano, 09 settembre 2026

(Andrea Biraghi) Nessuna denuncia di scomparsa nel Lodigiano sembra corrispondere, almeno finora, alla donna trovata senza vita nel Lambro a Casoni di Borghetto. I carabinieri stanno allargando le verifiche ai paesi e ai territori vicini nel tentativo di capire chi fosse e da dove possa essere arrivata.

L’identificazione è resa difficile anche dalle condizioni del corpo. La permanenza per diversi giorni nell’acqua, insieme alle alte temperature, ne ha compromesso lo stato, rendendo molto complicato un riconoscimento immediato. La donna avrebbe tra i 30 e i 40 anni, sarebbe di origine subsahariana e non aveva documenti con sé.

Un caso che rischia di aggiungersi a un elenco già esistente. Nel Registro nazionale dei cadaveri non identificati risultano infatti ancora quattro casi riferiti alla provincia di Lodi.

Il più vecchio tra quelli tuttora presenti risale al 1991. Nel canale Muzza a Mulazzano venne trovato il corpo di un uomo di circa 45 anni, alto 170 centimetri, con capelli neri e corporatura robusta. La morte venne ricondotta all’annegamento, ma il suo nome non è mai stato accertato.

Nel 2008, nel Po a Santo Stefano Lodigiano, fu invece recuperato un uomo tra i 60 e i 70 anni. Era alto 167 centimetri, aveva capelli bianchi e due cicatrici, una nella zona addominale e una al ginocchio destro. Anche in quel caso la causa indicata fu l’annegamento.

Tre anni dopo, a Orio Litta, venne scoperto uno dei casi più inquietanti. Sotto il ponte della Statale 234 fu trovato il corpo di un uomo tra i 20 e i 40 anni, privo di parti che avrebbero potuto facilitarne il riconoscimento. Il Registro indica una morte violenta. A distanza di oltre quindici anni la sua identità resta sconosciuta.

L’ultimo caso risale invece all’aprile 2025. Un uomo tra i 25 e i 30 anni, di origine africana, alto 184 centimetri, fu recuperato nella zona della Muzza e registrato nel Comune di Merlino. Aveva due cicatrici, sulla spalla e sull’avambraccio destro, e portava al polso un braccialetto di plastica azzurro. Nemmeno questi elementi hanno permesso finora di attribuirgli un nome.

Ora c’è la donna del Lambro. Gli investigatori stanno cercando corrispondenze anche oltre i confini della provincia, mentre gli esami medico-legali potranno fornire nuovi elementi per restringere le ricerche.