La strada chiusa dai carabinieri e l'elisoccorso dei vigili del fuoco
Borghetto Lodigiano, 08 settembre 2026
(Andrea Biraghi) Resta ancora senza nome la donna recuperata dalle acque del Lambro a Casoni di Borghetto Lodigiano. Gli accertamenti sono concentrati sull’identificazione della vittima e sulla ricerca del punto in cui sia finita nel fiume: il corpo potrebbe infatti essere stato trascinato dalla corrente anche per diversi chilometri prima di arrivare nel Lodigiano.
La donna era vestita di nero e non aveva con sé elementi che abbiano consentito finora di darle un nome. Le condizioni del corpo, ormai gonfio al momento del recupero, indicano inoltre una permanenza prolungata nell’acqua. Proprio per questo gli investigatori non escludono che possa provenire anche da fuori provincia.
Le verifiche considerano le denunce di persone scomparse.
La Procura ha intanto disposto l’autopsia, che sarà eseguita a Pavia e dovrà chiarire le cause della morte e fornire indicazioni più precise sul tempo trascorso nel Lambro. Tra le ipotesi prese in considerazione resta anche quella del gesto volontario, ma gli accertamenti sono ancora in corso.
Il corpo era stato notato da alcuni passanti e recuperato dai vigili del fuoco soltanto nel pomeriggio, dopo diverse ore di lavoro rese difficili dalla forte corrente. Ora proprio la forza del fiume rappresenta uno degli elementi centrali dell’indagine: resta da stabilire dove la donna sia finita in acqua e quanta strada abbia percorso prima del ritrovamento.
Mentre proseguono gli accertamenti per capire da dove possa provenire la donna, nella serata di ieri un altro intervento ha mobilitato carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile lungo il Po, nella golena tra Somaglia e Senna Lodigiana. A far scattare le ricerche è stato il ritrovamento a terra di uno zaino o di un marsupio: le operazioni sono proseguite per diverse ore anche con personale fluviale e un gommone, senza che venisse individuata alcuna persona.