Lodi News - Brembio - Condannato il datore di lavoro Pierpaolo Bodini

Brembio, 09 settembre 2026

(Andrea Biraghi) È stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, con pena non sospesa, il titolare dell'azienda agricola per la quale lavorava Pierpaolo Bodini, il diciottenne morto il 20 giugno 2024 dopo essere rimasto schiacciato da una seminatrice.

La sentenza è stata pronunciata dal gup del tribunale di Lodi, Fiorella Calderon, al termine del processo con rito abbreviato. All'imprenditore, oggi sessantenne, è stato contestato l'omicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Il giudice ha concesso la conversione della pena in 800 ore di lavori di pubblica utilità.

La tragedia era avvenuta nell'azienda agricola Bassanetti di Brembio, dove il giovane lavorava regolarmente da circa un anno. Quella mattina Pierpaolo stava preparando una seminatrice insieme a un collega quando uno dei due pesanti bracci mobili del macchinario si era abbassato improvvisamente, schiacciandolo. Per il diciottenne non c'era stato nulla da fare, mentre il collega ventenne, che aveva assistito all'incidente, era stato soccorso in stato di choc.

Le indagini avevano successivamente accertato diverse criticità. Secondo i consulenti della Procura, il giovane non aveva ricevuto una formazione adeguata per le specifiche operazioni che stava svolgendo. La seminatrice, acquistata usata in Francia, presentava inoltre modifiche rispetto alla configurazione originale. In particolare, era stato alterato un sistema di doppia sicurezza progettato per impedire la caduta accidentale dei bracci mobili. Non è stato tuttavia possibile stabilire chi avesse effettuato la modifica. La posizione dei produttori del macchinario, inizialmente coinvolti nelle indagini, era stata successivamente archiviata.

Il procedimento giudiziario aveva incontrato un primo ostacolo sulla proposta di patteggiamento avanzata dalla difesa dell'imprenditore, che prevedeva due anni di reclusione con pena sospesa. La procuratrice Laura Pedio aveva ritirato il proprio consenso, anche alla luce del risarcimento non ancora completato nei confronti dei familiari della vittima. Il datore di lavoro aveva inoltre una precedente condanna per reati ambientali.

Resta aperta la questione del risarcimento. I familiari di Pierpaolo hanno ricevuto una somma dall'assicurazione dell'azienda, ma il ristoro del danno non è ancora completo. La compagnia Generali, chiamata in causa per la responsabilità civile del trattore, sostiene che l'incidente non sia avvenuto durante la circolazione del mezzo. La controversia prosegue quindi davanti al giudice civile.