Mauro Sangalli
Lodi, 01 agosto 2026
(Francesco Carrubba) Il 66% delle aziende si sente minacciato dal prezzo delle materie prime, il 65% dal caro energia e il 26% dai rischi geopolitici. Intanto il 56% delle imprese non riesce a reperire tutte le figure professionali di cui necessita: il 54% in particolare non trova operai specializzati, il 39% non riesce a individuare manodopera in generale. È il famoso il gap tra domanda e offerta nel mondo del lavoro. Lo dicono i dati dell'indagine economica, basata su una media di 100 risposte per ogni domanda, che l'Unione Artigiani e Imprese di Lodi ha presentato ieri pomeriggio nella sua sede.
Per il 53% delle aziende, nei primi sei mesi dell'anno il fatturato è stabile rispetto allo stesso periodo del 2025. Inoltre, per tre aziende su quattro (75%) il personale impiegato rimarrà stabile, al punto che nei prossimi mesi il 95% non farà ricorso alla cassa integrazione né al Fondo di sostegno bilateralità artigiana (Fsba), uno strumento di sostegno al reddito.
Confermati anche gli investimenti programmati (76%). Dal quadro emerge anche che le imprese non si occupano di esportazioni e solo in parte di innovazione: il 33% dichiara investimenti stabili in questo campo. Se il 21,1% ha fatto acquisti di nuove tecnologie, il 93,5% non ha investito per niente in Intelligenza Artificiale.
Per il 43% delle aziende le condizioni di accesso al credito bancario risultano "costanti" rispetto a un anno fa, anche se il 35% riscontra tassi più onerosi e il 33% lamenta richieste di maggiori garanzie. In ogni caso il 70% delle imprese interpellate prevede di non aver bisogno di prestiti nei prossimi mesi. Per il futuro, il 62% resta ottimista.