Lodi, 03 novembre 2026

(Francesco Carrubba) Prima Guerra Mondiale, 14 ottobre 1918. I tedeschi si ritirano da Sissonne per riorganizzare la difesa: i cavalleggeri di Lodi, impegnati nelle operazioni sul fronte francese, sono i primi a entrare nel villaggio abbandonato dalle truppe nemiche e sono accolti dalla popolazione come i liberatori. La guerra continua poi fino a novembre, con altri caduti. Nella zona in quell'arco di tempo muoiono ancora 214 soldati francesi e quattro italiani di 19, 21, 32 e 33 anni. Il Broletto conferisce oggi una benemerenza a Christian Vannobel, già sindaco di Sissonne, in riconoscimento del suo impegno nella conservazione della memoria storica e nella valorizzazione del legame tra le due comunità.

"Sono sorpreso: ho fatto solo il mio dovere per ricordare il sacrificio di sangue che è stato fatto in periodo di guerra", commenta durante la cerimonia nella sala consiliare Vannobel, tornato qui con la moglie dopo una celebrazione del 2023.

Presenti il sindaco Andrea Furegato, Laura Tagliaferri - vicesindaco e nell'occasione traduttrice dal francese, - l'assessore alla cultura Francesco Milanesi, il presidente del consiglio comunale Antonio Uggè e la sezione lodigiana dell'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria (Anac), che ha preso parte alle iniziative commemorative promosse a Sissonne nel 2019 e nel 2025. Durante il mandato di Vannobel, infatti, è stata eseguita una ricerca per integrare il monumento ai caduti con tutti i nomi ed è stata ricordata la presenza italiana, con uno spazio della memoria e un cippo. I caduti italiani sono radunati in un cimitero a loro dedicato, con anche tutti i nomi dei cavalleggeri di Lodi.

Furegato ha dato il benvenuto all'amico sindaco benemerito, omaggiato con una targa, con prodotti del territorio - dalla Tortionata a una bottiglia di vino - e con regali delle aziende locali: "Proprio domani, in occasione dell'anniversario della fine della prima guerra mondiale, si tiene la giornata dell'unità nazionale e delle forze armate. Le nostre unità nazionali trovano pieno compimento nell'Unione Europea, come progetto di pace e solidarietà. Una politica estera europea comune dev'essere fondata anche su un coordinamento della difesa e delle forze armate".

"Sissonne è un piccolo paese di circa 2000 abitanti, nel nord della Francia, dove ci sono stati scontri durante la Prima Guerra Mondiale. Il Comune è noto per il suo poligono che ha all'interno un villaggio con strutture in scala reale dove i militari si recano per le loro esercitazioni - ricorda Vannobel. - Nel 1914, il villaggio è stato occupato dalle forze tedesche, alcuni abitanti sono stati cacciati dalle proprie case e altri sono stati costretti ai lavori forzati, un'umiliazione che la popolazione ha dovuto subire fino alla liberazione del 1918. Ci sono stati grossi combattimenti: si sono contesi anche pochi metri di terra e questo ha portato a un elevatissimo numero di morti. L'Italia ha partecipato con un contingente di 120mila uomini, con un grosso contributo di sangue: circa 40mila morti". "Il sangue versato è stato tantissimo: è un monito per il futuro, per costruire un'Europa di pace", conclude Tagliaferri.