Lodi, 21 febbraio 2026

(Andrea Biraghi) Due foto, due buche profonde in pieno centro, e la protesta torna a farsi sentire. Le immagini scattate in viale Milano e in via Sforza mostrano spaccature evidenti dell’asfalto, avvallamenti e crepe che qualcuno definisce senza mezzi termini “crateri”.

La rabbia dei cittadini non nasce solo dal disagio, ma dal fatto che si tratti di strade centrali e molto trafficate. Nei commenti il tono è duro: al netto delle esagerazioni e degli insulti, la sostanza è una sola — le manutenzioni non sembrano bastare. C’è chi parla di interventi tampone che durano poco e chi, con ironia amara, suggerisce di mandare al Comune le fatture per gomme e cerchi danneggiati.

Ma cosa è stato fatto negli ultimi anni proprio su queste vie?

Partendo dal più recente: nel 2025 la giunta guidata da Simone Furegato ha approvato un nuovo piano asfalti per oltre un milione di euro. Di questi, circa 805mila euro risultano destinati ai lavori sulla rete stradale cittadina, con ulteriori 250mila euro collegati a risorse da confermare. Le ordinanze emanate tra agosto e ottobre 2025 hanno dato il via ai cantieri in diverse zone della città, con interventi distribuiti a lotti.

Nel 2024 via Sforza è tornata sotto i riflettori per problemi nell’area della nuova rotatoria, dove si sono registrati smottamenti e criticità al pendio. In quel caso l’intervento annunciato riguardava la sistemazione strutturale dell’area e la messa in sicurezza, non un rifacimento completo del manto stradale.

Sempre nel 2023, i cantieri asfalti hanno interessato viale Pavia, con lavori nel tratto oltre il semaforo e l’incrocio con via Sforza. Anche in questo caso, però, l’intervento non risultava direttamente su via Sforza, ma in una zona limitrofa.

Per viale Milano, invece, un dato certo c’è: il 15 settembre 2021 risulta un intervento di “ripristino asfalti”. Si trattava di lavori collegati a manomissioni o interventi sui sottoservizi, quindi non necessariamente di un rifacimento integrale della carreggiata, ma comunque di un’operazione sul manto stradale.

Sempre nel 2021 il Comune presentava il Piano asfalti ufficiale, con un elenco dettagliato di vie interessate in due fasi: via Nino Dall’Oro, via Massena, via Strabone, via Salamina, viale Europa, viale Papa Giovanni XXIII, via Don Minzoni, via Togliatti, via La Malfa e altre ancora. In quell’elenco, però, non compaiono né via Sforza né viale Milano.

Andando ancora indietro, nel 2020 il Comune aveva destinato 390mila euro, grazie a fondi regionali, alla manutenzione straordinaria delle strade e al rifacimento di alcuni assi cittadini, tra cui viale Lombardia, viale Italia, viale delle Rimembranze, viale Dante, via San Gualtero e un tratto di via Buozzi. Nello stesso periodo via Sforza risultava inserita in un piano di manutenzione straordinaria dei marciapiedi, nel tratto tra viale Pavia e via Visconti, con ripristini puntuali del manto stradale in alcune aree della città.

Il quadro che emerge è questo: negli ultimi anni Lodi ha attivato più piani asfalti e interventi mirati, con stanziamenti che nel 2025 superano il milione di euro e che già nel 2020 sfioravano i 400mila euro. Tuttavia, viale Milano risulta oggetto di un ripristino nel 2021, mentre via Sforza non compare nei piani asfalti principali dal 2020 in poi, almeno negli atti consultabili.

Ed è proprio qui che si innesta la polemica. Se i piani esistono e le risorse vengono stanziate, perché nel quotidiano — e soprattutto in centro — si vedono ancora spaccature così evidenti? È un problema di usura accelerata, di interventi parziali, di sottoservizi che continuano a incidere sull’asfalto?