Lodi, 07 maggio 2026
(Francesco Carrubba) Oggi conta 80-90 iscritti. Il doposcuola dell'oratorio San Bernardo nasce oltre 10 anni fa su stimolo del corpo docenti dell'Istituto Comprensivo Lodi 2 Giovanni Spezzaferri. "Un partenariato educativo tra famiglia, parrocchia e scuola per favorire l'inclusione, il superamento di barriere e disagi", spiega la dirigente scolastica Carmela Riganò. È il Cooperative Learning, presentato oggi nella sala Santa Monica dell'oratorio alla presenza di autorità come il Vescovo Maurizio, il sindaco Furegato, il prefetto Garra, le assessore Pozzoli e Minojetti, le docenti, l'Ufficio di Piano e la Bcc Lodi.
La parrocchia è una delle tre in cui è attivo un doposcuola: "Questo oratorio è una specie di pronto soccorso umano, anche per gli adulti", racconta Don Guglielmo Cazzulani. Insieme ad Alice Tuccitto, educatrice del doposcuola, ha introdotto Obiettivo Adolescenza: in volata verso la vita, il progetto educativo che prevede nuovi laboratori al via da settembre, con il nuovo anno scolastico 2026/2027. Tra gli incontri ci sarà quello con Gianpiero Marini, campione del mondo nel 1982, nonno di un ragazzino che frequenta il doposcuola: illustrerà le regole dello sport, il fair play, il rispetto per l'avversario e il gioco di squadra.
"Qui si parla di educazione e vicinanza ai giovani, in una prospettiva non giudicante, ma per cercare di comprendere la realtà, di sentirci vicini e di non allontanarci, recuperando chi lo fa. Quindi non può mancare chi ha questa responsabilità, noi educatori del popolo di Dio: vi aggreghiamo di buon grado a questo gruppo. Don Guglielmo vi raduna tutti attorno a sé, tutto il mondo corre attorno a lui, un po' come San Francesco, del quale ricorrono gli 800 anni dalla morte. Dobbiamo ricordare che siamo servi a disposizione: dev'essere così per tutti gli educatori, senza pretese, cercando alleanze. Tutti un po' sbagliamo e dobbiamo essere pronti a recuperare terreno".
"Il doposcuola è un'esperienza molto meritevole, fa la differenza nella qualità della vita di una comunità con i suoi luoghi e la disponibilità degli educatori - commenta il sindaco Andrea Furegato - C'è anche la volontà di essere parte di qualcosa nella partecipazione delle famiglie e dei ragazzi, unita alla convergenza del volontariato. Spesso come amministratori, ci confrontiamo con strumenti insufficienti. Questo è un modo di stare insieme ma anche di stare nella società, mettendosi in gioco e aprendosi a nuove relazioni".
"Da bambino non andavo molto negli oratori, ma ora da grande ne scopro in pieno l'efficacia - ripercorre il prefetto Davide Garra - È bello questo coinvolgimento a ciclo completo, c'è una comunità. Questo è un territorio ricco di potenzialità, con una società civile presente e attiva, che va raccontata perché il bene attira il bene".
Chiara Milani dell'associazione Lodi for Kids sottolinea l'importanza delle soft skills, le competenze relazionali, sul piano del comportamento e del linguaggio, dell'affettività e della corretta comunicazione: "Abbiamo coinvolto le famiglie per il loro consenso, l'adesione è alta: è un'esigenza sentita, questi temi a volte sono spinosi e difficili da trattare. Abbiamo pensato a cicli di tre incontri per prime, seconde e terze classi. Ci siamo anche rivolti a chi si occupa di podcast, sport, hip hop - con uno studente rapper di quinta dell'istituto Bassi - per avvicinarci al linguaggio dei giovani".
Per i giovani iscritti al doposcuola si tratta di un posto di ritrovo dove si fanno "nuove ottime amicizie, fuori dalla scuola, per giocare e studiare. Nell'ultimo mese di scuola facciamo tornei di pallavolo e calcio, oltre agli scherzi con i giochi d'acqua nelle giornate più calde". "È il bello di essere in una comunità", dice Ismael, mentre per Gabriene è un "luogo di svago, non solo per i compiti, ci si diverte e ci si riunisce".
Viviana Amato, ora in tirocinio al consultorio La Famiglia, sta vivendo il suo percorso di crescita qui: ha iniziato frequentando il doposcuola come utente e ora, come universitaria, fa studiare i ragazzini mettendo a disposizione il proprio tempo, oltre ad essere già presente in oratorio per la formazione degli educatori del campo scuola; è la prossima civilista. "Il progetto si amplia nel 2026-2027 - aggiunge - oltre agli incontri, ci saranno anche uno sportello di consulenza per le famiglie e una supervisione per gli educatori nella comprensione dei bisogni dei ragazzi".
Sabrina Pedrazzini, direttrice artistica della scuola d'arte Il Ramo e maestra da 30 anni, ricorda che "l'arte è la risposta da dare ai giovani. Torniamo finalmente in un oratorio. Noi tutti crediamo nei giovani, ma ci vogliono i giovani per i giovani. È il cooperative learning: trovarsi in un gruppo in cui ognuno dei ragazzi ha un ruolo e una responsabilità, tutti insieme si deve arrivare a un obiettivo. I ragazzi hanno sete di essere ascoltati. Vogliamo mettere in rilievo le abilità e i talenti di ogni ragazzo in ciascun gruppo, tutto ciò che per paura non emerge: canto, scrittura creativa, sport, ballo... Ognuno di noi è se stesso con le proprie fragilità".
Tommaso Taddei, per il progetto Lodcast che si occupa di media, comunicazione e vodcast, dichiara: "Qui c'è la massima espressione del senso di comunità nel Lodigiano. Noi cerchiamo di proteggerli: con l'Intelligenza Artificiale oggi è difficile capire anche le immagini". Luca Cominesi si occuperà di spiegare ai ragazzi la parte relativa alla fotografia.
"Il seme per crescere è il seme per il futuro", conclude Gianpaolo Pedrazzini di Bcc Lodi che sostiene l'iniziativa.