Il cimitero maggiore di Lodi
Lodi, 01 settembre 2026
(Andrea Biraghi) Almeno tre cappelle di famiglia sono finite nel mirino dei ladri al Cimitero Maggiore di Lodi, dove nei giorni scorsi sono spariti rame e bronzo. Da una delle strutture è stata portata via un’intera copertura, mentre su quelle vicine sono rimasti danni e pezzi di metallo a terra, segno di altri tentativi non portati a termine.
Il colpo sarebbe avvenuto prima dello scorso fine settimana. Un elemento utile per ricostruire quando siano entrati in azione arriva dal vicesindaco Laura Tagliaferri: nella notte tra giovedì e venerdì al Comune era già stata segnalata un’intrusione nel gabbiotto del custode. Non è ancora accertato che si tratti dello stesso episodio, ma la coincidenza temporale è ora al centro delle verifiche.
L’inventario di quanto manca non è ancora concluso e il problema non riguarda soltanto il Maggiore. Anche al cimitero di Riolo sono state segnalate grondaie scomparse, mentre nei mesi scorsi era stata forzata anche una tomba a San Bernardo.
La novità annunciata dopo l’ultima incursione è la possibile installazione di un sistema di videosorveglianza. Un tema che, però, a Lodi ha almeno quindici anni. Nell’ottobre 2011, dopo una raffica di furti di rame al Maggiore, la mancanza di telecamere era già finita in Consiglio comunale. Alberto Segalini, allora segretario cittadino della Lega Nord, aveva denunciato i problemi di sicurezza del camposanto e fatto notare l’assenza di videosorveglianza. L’ordine del giorno presentato dalla Lega venne bocciato dalla maggioranza.
Quell’estate il cimitero era stato colpito ripetutamente: in uno dei raid erano spariti circa 40 metri di coperture in rame e si trattava già del quarto colpo in appena due mesi. Quindici anni dopo, quindi, il problema è tornato praticamente nello stesso punto e con lo stesso obiettivo.
Non è nemmeno l’unico precedente recente. Nel settembre 2025 alcuni ladri erano riusciti a entrare al Maggiore da un accesso secondario e ad andarsene con un vecchio furgone comunale e la bicicletta utilizzata dal custode. Ora, dopo l’ennesima incursione, resta da capire quando arriveranno concretamente le telecamere e quanto materiale sia stato portato via nell’ultimo raid.