Il ristorante la Coldana
Lodi, 06 novembre 2026
(Andrea Biraghi) È arrivato davanti al giudice Matteo Aranci il procedimento per ricettazione legato al furto di vini pregiati al ristorante La Coldana.
Scelte diverse per i due imputati: il commerciante di bevande pavese ha chiesto il rito abbreviato, mentre il trentenne albanese ha presentato richiesta di patteggiamento. La posizione di una terza persona, la fidanzata italiana del trentenne, è stata invece separata dopo che la donna ha ottenuto di essere interrogata dalla Procura. Il giudice si è riservato di decidere sulle richieste e la prossima udienza è prevista a gennaio.
La vicenda risale a una notte di febbraio dello scorso anno, quando una banda si era introdotta nel ristorante forzando una finestra e raggiungendo la cantina. Nel giro di pochi minuti erano sparite decine di bottiglie pregiate, tra Champagne, Bordeaux e Brunello di Montalcino, alcune del valore superiore a 300 euro. I ladri erano riusciti a fuggire prima dell'arrivo della polizia.
Le indagini avevano successivamente permesso di recuperare parte della refurtiva nel Pavese. Una bottiglia era stata trovata nell'auto del fratello del trentenne albanese, mentre altri vini sarebbero stati acquistati da un commerciante di bevande, che sostiene di non essere stato a conoscenza della loro provenienza furtiva.
Gli autori materiali del colpo non sono stati identificati con certezza, ma la ricostruzione dei passaggi successivi al furto ha portato alle accuse di ricettazione. Il ristorante si è costituito parte civile nel procedimento, chiedendo un risarcimento di circa 50mila
euro.